Ora dobbiamo considerare cosa dichiara la
Bibbia di se stessa.
(I) La Bibbia è la Rivelazione di Dio
(1) La rivelazione è possibile?
Quelli che credono non lo sia, argomentano
che:
(a) Dio non vuole rivelare Se Stesso all’uomo.
Ma perché allora Dio creò l’uomo? Prima
della caduta il Signore Dio rivelava Se Stesso e comunicava con l’uomo
nel Giardino dell’Eden. Così fin dall’inizio Dio mostrò che Egli
Si diletta nel RivelarSi. Ora la rivelazione di Dio per noi è la
Scrittura. ‘
(b) L’uomo non potrebbe comprendere la
rivelazione di Dio.
E’ vero che nessun uomo vuole, o può,
comprendere Dio nella Sua interezza (Giobbe 11:7), perché in tal caso
egli sarebbe Dio, il che è assurdo. Ma è da dirsi che nessun uomo (ne’
angelo) conosce alcunché nella sua interezza. Solo perché la
conoscenza non è completa non vuol dire che non sia vera conoscenza.
Inoltre, che noi possiamo comprendere la rivelazione di Dio proviene
dall’infinita saggezza di Dio. Dio ha voluto rivelare Se stesso ed
Egli sa anche come comunicare con l’uomo finito che Lui creò. Noi
capiamo facilmente che gli adulti possono riuscire a spiegare le cose ai
bambini. L’essere infinitamente superiore in saggezza da parte di Dio
nei confronti dell’uomo, piuttosto che essere una barriera alla Sua
capacità di rivelarSi, in realtà la permette.
(2) La rivelazione è necessaria?
Si. Dio deve rivelare Se Stesso altrimenti
non sarà mai conosciuto. Se scegliesse di nasconderSi chi potrebbe
trovarLo? Per di più, sin dalla caduta, l’uomo è peccatore e non
può conoscere Dio tramite il suo proprio cercare o le sue teorie.
Perciò è necessario che Dio riveli Se Stesso.
(II) La Bibbia è Ispirata da Dio
La parola "ispirata" (II Timoteo
3:16) significa, letteralmente, "soffiata da Dio." Dio soffiò
le Sacre Scritture come Sua Parola.
(1) L’ispirazione è plenaria. La
Scrittura non ammette diverse qualità di ispirazione. Non tutte le
parti sono di egual valore per l’edificazione ma tutte le parti sono
ugualmente ispirate. Quando Cristo e gli Apostoli citavano l’Antico
Testamento essi non facevano distinzione tra il Pentateuco (da Genesi a
Deuteronomio) o i Profeti o qualcuno degli altri libri come se avessero
diversi gradi di autorità, questo perché erano tutti Parola di Dio.
Siccome "Tutta la Scrittura è ispirata da Dio" (II Timoteo
3:16), è incluso anche l’insegnamento biblico concernente la storia,
la geografia e la scienza e non solamente la "teologia." Se
Dio non può darci la verità a riguardo delle cose terrene, come
possiamo aver fede in Lui quando ci parla di cose celesti (Giovanni
3:12)? E se alcune parti della Bibbia non sono ispirate chi sara’ a
dirci quali parti lo sono?
(2) L’ispirazione è verbale. Ogni
parola degli autografi (i manoscritti originali) è ispirata. E’ così
per necessità, perché la rivelazione scritta di Dio consiste in
proposizioni che sono comunicate per mezzo di parole. Questo consegue
anche da un’intelligente considerazione delle citazioni
neotestamentarie dell’Antico Testamento. In Matteo 22:32, l’argomento
di Cristo poggia sul fatto che le parole di Dio in Esodo 3:6 non sono al
passato. In Galati 3:16, Paolo dimostra il suo argomento facendo notare
che Genesi 12:7 parla di "discendenza" (singolare) e non di
"discendenze" (plurale). Alcuni argomentano che Dio ispira
semplicemente i pensieri dell’autore, ma la Scrittura parla delle
"parole" (Matteo 4:4; II Pietro 3:2; Giuda 17). Quindi come
possono queste idee essere trasmesse a noi se non tramite parole?
(3) L’ispirazione è organica. Dio
uso’ degli umani per scrivere la Scrittura ma non meccanicamente (come
noi possiamo usare una macchina da scrivere) ma come uomini con
predeterminati doni e abilità. II Pietro 1:21 ci dice che gli apostoli
e i profeti (con i loro talenti e stili donati da Dio) scrissero sotto l’ispirazione
dello Spirito Santo. Perciò, quelle cose che scrissero erano di Dio,
dirette dal Suo volere. Quindi Dio non permette alla volontà dell’uomo
peccatore di alterare il Suo messaggio o di riportarlo erroneamente.
(III) La Bibbia è Inerrante
I manoscritti originali sono senza errori.
Deve
essere così perché:
(1) La Bibbia è la Parola di Dio.
Se
contiene errori, Dio fa errori nel suo parlare. Quindi Dio non è
perfetto, il che è assurdo.
(2) La Bibbia è la rivelazione di Dio. Il
Dio del cielo rivela Se stesso nella Scrittura. E’ un affronto alla
Sua saggezza pensare che Egli ha potuto fare un errore, un affronto alla
Sua veracità che Egli abbia potuto dire una bugia (Tito 1:2).
(3) La Bibbia sostiene di esser perfetta (Salmo
19:7). Gesù disse "la tua parola è verità" (Giovanni
17:17). Egli Stesso e’ la verità (Giovanni 14:6) e non diceva bugie.
Siccome la Bibbia è perfetta, è senza errori. Cristo insegna in
Giovanni 10:35—"la scrittura non può essere annullata"—che
è impossibile che la Scrittura possa errare.
(IV) La Bibbia ha l’Autorità di Dio
(1) Che la Bibbia è d’autorità divina
consegue da una considerazione logica di (I), (II) e (III).
(2) Che la Bibbia è di autorità divina è
provato dal seguente sillogismo:1 Dio ha ogni autorità. Le
Scritture sono ispirate da Dio. Pertanto la Bibbia è l’autorevole
Parola di Dio.
(3) Che la Bibbia è di autorità divina è
insegnato da espliciti riferimenti biblici. Isaia 1:2 dichiara, "Udite,
o cieli, e ascolta, o terra, perché il Signore ha parlato" (cf.
Michea 1:2). Questo si vede anche nella dichiarazione: "Così dice
il Signore," e nelle parole di Cristo: "In verità, in verità
vi dico."
(4) Che la Bibbia è di autorità divina è
provato dalle citazioni neotestamentarie di passaggi dell’Antico
Testamento come parole dello Spirito Santo (Ebrei 3:7; Salmo 95:7 e
Ebrei 10:15; cf. Geremia 31:33). In quanto Dio, lo Spirito Santo parla
con autorità divina.
(5) Che la Bibbia è di autorità divina è
provato dalle citazioni neotestamentarie dove il discorso di Dio è
citato come la Scrittura che parla (Galati 3:8, cf. Genesi 12:3; e
Romani 9:17, cf. Esodo 9:16). La Scrittura (che non esisteva ancora) non
parlava ad Abraamo, ma Dio stesso lo faceva (Genesi 12:3). Similmente
Dio, attraverso Mosè, fece questo annuncio al Faraone (Esodo 9:16).
Dalle citazioni di Paolo (Galati 3:8; Romani 9:17) di questi due testi (Genesi
12:3; Esodo 9:16), vediamo che Paolo identificava abitualmente il testo
della Scrittura come il parlare di Dio.
(6) Che la Bibbia è di autorità divina è
provato dalla citazioni neotestamentarie dove Dio è fatto parlare come
se fosse le Scritture (Matteo 19:4-5, cf. Genesi 2:24; e Atti 4:25-26,
cf. Salmo 2:1-2). Cristo (Matteo 19:4-5) e Pietro (Atti 4:25-26) citano
parole dall’Antico Testamento come "dette" da Dio, ma non
sono di Dio in modo diretto le labbra dove questo parlare si trova nel
testo dell’Antico Testamento. Così le parole della Scrittura sono
parole di Dio che possiedono l’autorità di Dio Stesso.
(7) Che la Bibbia è di autorità divina si
vede con la finalità con la quale Cristo citava la Scrittura. Il
Signore Gesù usava le Scritture come autorevoli. Egli diceva
continuamente, "E’ scritto" (Matteo 4:4-7, 21:13, 26:31;
Marco 7:6; 9:13; Giovanni 6:31, 45, 10:34), e così facevano gli
apostoli (Atti 1:20, 7:42, 15:15, 23:5; I Corinzi 1:19; I Pietro 1:16).
Il verdetto delle Scritture è definitivo; non è da mettere in
questione; "la scrittura non può essere annullata" (Giovanni
10:35).
Siccome "la Bibbia non è altro che la
voce di Colui che siede sul trono" (Dean Burgon), essa è la regola
in ciò che noi dobbiamo credere e del come dobbiamo vivere (II Timoteo
3:15-17; Salmo 19:7-9).
(V) La Bibbia è stata Appositamente Preservata da Dio
Il Dio del cielo ha appositamente
preservato il Suo libro il quale testimonia la verità della salvezza
attraverso Suo Figlio (Giovanni 20:31). Dalla predicazione di Cristo
vediamo che:
(1) Il testo dell’Antico Testamento
comunemente usato tra i Giudei durante il ministero terreno di Cristo
era interamente affidabile. Gesù disse "Finché il cielo e la
terra non passeranno, neppure una iota o un solo apice della legge
passerà, prima che tutto sia adempiuto" (Matteo 5:18). "Ma è
più facile che passino il cielo e la terra, piuttosto che cada un solo
apice della legge" (Luca 16:17).
(2) La stessa provvidenza divina che ha
preservato l’Antico Testamento preserverà il Nuovo Testamento. Nel
"grande mandato," che ha la sua applicazione alla chiesa di
Cristo per tutta questa era, è sottintesa la promessa che la chiesa
sarà sempre in possesso di un’infallibile testimonianza delle parole
e delle opere di Gesù. Cristo dichiara "Il cielo e la terra
passeranno, ma le mie parole non passeranno" (Matteo 24:35; Marco
13:31; Luca 21:33).
(VI) La Bibbia ha molte altre Caratteristiche Eccellenti
(1) La Bibbia è eterna. Le
Scritture furono scritte durante periodi storici definiti, ma esse hanno
origine nella mente eterna di Dio. "Per sempre, o Signore, la tua
parola è stabile nei cieli"
(Salmo
119:89). Così essa è pertinente per ogni tempo e per ogni popolo.
(2) La Bibbia è perspicua. Le
scritture sono chiare e noi siamo capaci di comprenderle. Esse sono
paragonate alla luce (Salmo 119:105) e possono essere comprese anche dai
bambini (II Timoteo 3:15). Ciò non significa che non ci siano parti
difficili nella Bibbia (cf. 2 Pietro 3:16), ma piuttosto che il
significato della Scrittura viene afferrato tramite il dovuto uso dei
mezzi ordinari. Siccome Dio ci ha dato la Sua Parola, la quale può
essere compresa, Cristo può comandarci di studiare le Scritture
affinché possiamo conoscerLo più ampiamente (Giovanni 5:39). Dobbiamo
anche pregare che Dio voglia agevolare le nostre menti nella
comprensione della Sua Parola (Salmo 119:18, 27, 34).
(3) La Bibbia è pura. Come l’Iddio
che l’ha data, le Scritture sono pure. Come dice Davide, "Le
parole del Signore sono parole pure, come argento raffinato in una
fornace di terra, purificato sette volte" (Salmo 12:6).
(4) La Bibbia è purificatrice. Le
Scritture, quale pura Parola di Dio, hanno un effetto purificatore sui
Cristiani. Esse sono il mezzo con il quale Dio purifica la chiesa,
conformemente alla preghiera di Cristo, "Santificali nella tua
verità, la tua parola è verità" (Giovanni 17:17).
(5) La Bibbia è sufficiente. Tutto
ciò che è necessario per la nostra salvezza è rivelato nella Bibbia
(Giovanni 20:30-32; II Timoteo 3:15-17). Il saggio Dio ci ha donato la
Sua Parola e nessun libro nuovo (o libri) è "rivelazione dello
Spirito" o qualsiasi altra cosa possono essere aggiunte ad essa o
sostituite ad essa (Apocalisse 22:18).
(6) La Bibbia è una. Sia il Vecchio
che il Nuovo Testamento sono la sola Parola di Dio. Mosè, Davide, i
profeti, Pietro, Paolo e Giovanni scrissero dello stesso Dio (Ebrei
12:29; cf. Deuteronomio 4:25) e della stessa via di salvezza (cf. Romani
4). Perciò Cristo poteva dire "Nel rotolo del libro sta scritto di
me" (Salmo 40:7; Ebrei 10:7) e "le Scritture … esse sono
quelle che testimoniano di me." (Giovanni 5:39). Noi, come i due
sulla strada per Emmaus, per illuminazione dello Spirito possiamo vedere
l’unico Cristo in tutta la Bibbia.
(7) La Bibbia è auto-autenticante.
I Cristiani conoscono che ciò la Parola di Dio insegna di noi stessi,
dell’umanità caduta, del mondo, etc., è vero. L’accordo e l’armonia
dei diversi libri, le dottrine sublimi e il suo fine generale–dare
tutta la gloria a Dio—la denotano essere la vera Parola di Dio. La
certezza del credente che le Scritture sono da Dio proviene dalla
testimonianza interna dello Spirito Santo portatore di testimonianza
attraverso e con la Sua Parola nel nostri cuori (I Corinzi 2:3-5).
Questa certezza è goduta nella via dell’obbedienza ai comandamenti
del Padre nella Scrittura, perché come Cristo disse, "Se qualcuno
vuol fare la sua volontà, conoscerà se questa dottrina viene da Dio,
oppure se io parlo da me stesso" (Giovanni 7:17).
1N. d. T.
Il sillogismo è un ragionamento dove sono poste tre proposizioni: le
prime due fungono da antecedenti e sono dette premesse, la terza è la
conclusione che consegue logicamente dalle premesse ed è detta
conseguente.
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