Il Significato del Battesimo ed i Battisti
Angus Stewart
(Traduzione italiana di: Francesco De Lucia)
I. Introduzione
La Bibbia è la rivelazione verbale ispirata del Dio
Triuno del cielo e della terra. Dobbiamo dunque assicurarci di avere una
buona interpretazione di ognuna delle sue parole. Su questo ruotano
intere controversie. Si consideri Lutero e la Riforma contro la Chiesa
Romana nel sedicesimo secolo. Cosa vuol dire la parola metanoein,
"fare penitenza" oppure indica "un cambiamento di mente
riguardo al peccato e a Dio in Cristo?" Similmente, come dovrà
essere interpretata la parola dikaioun, nel senso di "dichiarare"
(un atto puramente legale) oppure include un "rendere giusti"
(un’opera organica)?
A noi qui interessa determinare il significato della
parola baptizein, la parola greca che di solito viene tradotta
nel Nuovo Testamento come "battezzare." Questa parola divenne
oggetto di dibattito con la nascita del movimento degli Anabattisti. Il
suo significato è in particolar modo importante perché ha a che fare
con uno dei due sacramenti nella chiesa cristiana. Vi è una sezione del
mondo ecclesiastico che proclama coraggiosamente che essi conoscono il
significato di baptizein, e cioè i battisti.
I battisti sono inamovibili nell’affermare che
questa parola significa sempre e solo intingere o immergere. Si
considerino le seguenti affermazioni battiste:
"L’immersione
della persona nell’acqua è necessaria per la corretta amministrazione
dell’ordinanza" (Confessione di Fede Battista del 1688
29:4).1
"Il
battesimo cristiano è l’immersione in acqua di un credente" (Confessione
Battista del New Hampshire 1833).2
"[Baptizein]
nell’intera storia della lingua greca non ha che un solo [significato].
Non soltanto significa ‘intingere’ o ‘immergere,’ ma non ha mai
alcun altro significato." "[Baptizein] … significa sempre
‘immergere,’ e non esprime nient’altro che il modo"
(Alexander Carson).3
"Battezzare
è immergere" (J. L Dagg).4
"Il
battesimo è ‘immersione e solo immersione’" (A. H. Strong).5
Inoltre, i battisti trovano diletto nel citare
Giovanni Calvino: "è evidente che il termine battezzare significa
‘immergere.’"6 In breve, l’argomento battista è
che Dio comanda il battesimo. Il battesimo è immersione. Dio, quindi,
comanda l’immersione.
Se i battisti hanno ragione, allora l’intera chiesa
mondiale Riformata e Presbiteriana sta peccando nel battezzare
aspergendo o versando dell’acqua, ed è stata colpevole di questo
peccato per almeno 500 anni.7 Ciò costituirebbe per loro una
responsabilità molto seria. Se i battisti hanno ragione, allora
dobbiamo alterare le nostre confessioni, cambiare la nostra Forma per
l’Amministrazione del Battesimo e cominciare a praticare l’immersione
nelle nostre chiese, in obbedienza al comandamento del Signore Dio.8
Dunque, secondo i battisti, le chiese Riformate e
Presbiteriane non soltanto abusano del sacramento del battesimo
amministrandolo agli infanti dei credenti, ma anche i battesimi dei
nostri adulti sono amministrati impropriamente, perché il nostro modo
del battesimo è contrario al comandamento di Dio. Le congregazioni
Riformate e Presbiteriane sono doppiamente condannate, perché hanno
pochissimi membri che sono battezzati in modo adeguato.
Quindi, anche se la nostra principale controversia
con i battisti concerne l’inclusione degli infanti nell’eterno patto
di grazia di Dio ed il loro diritto al battesimo, dobbiamo anche
considerare la contenzione battista riguardo al modo del battesimo. L’argomento
di questo studio non è, comunque, meramente negativo. Piuttosto cerca
di presentare una comprensione positiva del significato del battesimo
che sia ricavata dalle Scritture e sia consona alle confessioni
Riformate. Se un battista chiedesse ad un credente Riformato cosa pensa
significhi "battezzare" (baptizein), che cosa dovrebbe
rispondere? In altre parole, questo studio si chiede: Qual è il cuore o
l’essenza del battesimo?9 Ciò ha implicazioni per
la nostra comprensione del pedobattesimo ed il carattere grazioso della
salvezza che è sovranamente donata da Dio.
II. Baptizein non significa immergere
Nel mondo anglosassone i battisti usano due parole
sinonime nel tradurre baptizein: "to dip" e "to
immerse," rispettivamente, "intingere" ed "immergere."
Queste due parole, però, differiscono per quattro aspetti.
Primo, "intingere" include il movimento di
un oggetto dentro e fuori da un fluido. Nell’immersione, un
oggetto è sommerso, ma la parola "immersione" non ci dice
niente riguardo alla sua rimozione dal fluido. Difatti nella letteratura
greca una persona "battezzata" in acqua è spesso una che vi
è annegata.
Secondo, mentre l’azione del verbo "intingere"
è specifica (entrata in un fluido e sua rimozione da esso), l’immersione
può essere fatta in molte maniere differenti. Un uomo che siede in una
vasca vuota potrebbe essere immerso dall’acqua che scorre dal
rubinetto. Similmente, l’immersione può essere effettuata versando
dell’acqua o anche aspergendola. Una pietra che si trova in un secchio
potrebbe essere immersa con acqua che fuoriesce da una canna.
Terzo, "immergere" e "intingere"
differiscono anche per il periodo tempo durante il quale l’oggetto è
sommerso. "Intingere" parla di un periodo molto breve di
avviluppamento in un fluido, mentre un’immersione è una sommersione
protratta, forse per ore, giorni, settimane o anche molti anni.10
Quarto, "intingere" non ci dice in che
misura l’oggetto è stato sommerso. Un uomo su una spiaggia può dire
di andare al mare per un bagno, anche se l’acqua gli arriva soltanto
fino al petto. L’immersione suggerisce una più completa sommersione,
anche se i battisti spesso percepiscono che la parola non comunica l’idea
in modo sufficientemente forte, e così essi parlano di totale
immersione.11
Dunque "intingere" ed "immergere"
differiscono per quanto concerne:
1) l’azione (immergere ed emergere o solo
immergere);
2) il mezzo dell’azione (l’immersione può
essere effettuata in vari modi);
3) la durata;
4) la misura in cui l’oggetto è sommerso.
Per esprimere accuratamente il significato di baptizein
secondo l’accezione battista, possiamo parlare di intingere
immergendo totalmente l’oggetto nel fluido. Ciò dovrebbe essere
compreso considerando le gambe come non intinte, perché nel loro
battesimo di solito l’iniziato entra nell’acqua prima di esservi
intinto totalmente.
Anche se la comprensione battista di baptizein
nel sacramento di iniziazione è molto specifica, essi comprendono
questa parola con una grande latitudine di significato in altri luoghi.
L’uso battista delle parole "intingere" ed "immergere"
come sinonimi di baptizein, favorisce molto l’apologetica
battista. Quindi baptizein, secondo i battisti, può riferirsi ad
un atto (intingere) o ad uno stato (immersione).12 Anche se
"intingere" è un verbo debole (perché l’oggetto è immerso
per un periodo di tempo molto breve), "immersione" è una
parola forte, perché qualsiasi cosa sia sommersa in un fluido per un po’
di tempo probabilmente sarà resa partecipe delle sue caratteristiche
peculiari. Inoltre, figurativamente, baptizein è usata con
grande latitudine dai battisti quando devono rispondere ad obiezioni
bibliche alla loro posizione, come vedremo in seguito.
Tuttavia, il battista deve almeno dimostrare che l’oggetto
battezzato è avviluppato nel fluido o che lo stato che ne risulta è
passato attraverso la fase di intinzione o immersione. Questo
rappresenta un grande problema, ed è aggravato dalla sua definizione di
baptizein come sempre e solo "immergere" o
"intingere." Nessun altro modo di battezzare è permesso dai
battisti, e quindi la loro teoria è facilmente falsificata se un
solo esempio di un singolo battesimo non per immersione o
intinzione fosse trovato in un classico, in letteratura giudaica o
patristica, o nell’uso biblico.
Nonostante gli immersionisti dicano di essere gli
unici che obbediscono fedelmente al mandato biblico riguardo al
battesimo per immersione, ci si sorprende di vedere che spesso cercano
di supportare la loro posizione primariamente da fonti estranee alla
Bibbia. J. L. Dagg, per esempio, nel cercare di determinare il
significato di baptizein, fornisce molti esempi dai classici (da
Aristofane ed Omero ad Ippocrate), con qualche riferimento biblico
buttato là di tanto in tanto.13 Queste affermazioni sono
molto difficili da verificare per molti cristiani. Inoltre, è facile
che essi siano accecati da un tale sfoggio di cultura.
La domanda è molto più semplice e molto più
facilmente passibile di essere provata: dall’uso di baptizein
nel Nuovo Testamento, è chiaro che questa parola significa sempre e
solo "immergere?" La risposta a questa domanda è
"no." Che baptizein nel Nuovo Testamento significhi
"intingere" o "immergere" può essere confutato in
varie maniere, eccone alcune:
1. Battesimo potrebbe non significare "immersione"
se l’oggetto da essere battezzato è troppo largo per essere immerso.
Marco 7:4 parla di battesimo (baptismos) di
letti. Il trattato talmudico Kelim, e Memonide, uno studioso giudeo del
12° secolo, parlano dell’immersione di letti. Carson indica che
"i letti potrebbero essere stati costruiti in modo tale da essere
convenientemente smontati in pezzi per la purificazione."14
Dunque noi non possiamo con certezza provare che i letti di Marco 7:4
non erano immersi.
2. Battesimo potrebbe non significare "immersione"
se non c’era acqua sufficiente per l’immersione.
In Atti 8 leggiamo del battesimo dell’eunuco etiope,
da parte di Filippo, nel deserto tra Gerusalemme e Gaza (v. 26). L’eunuco,
apparentemente sorpreso, vide dell’acqua mentre parlava con Filippo, e
così lasciarono il carro e Filippo lo battezzò. Dobbiamo supporre che
c’era abbastanza acqua da sommergervi un uomo adulto?
Alcuni hanno cercato di dare maggior credito all’opzione
non-immersionista facendo notare che il passaggio che l’eunuco stava
leggendo, Isaia 53:7-8 (confronta con Atti 8:32-33), si trova soltanto
pochi versi dopo un riferimento al Messia che è detto "aspergere
molte nazioni."15 Si dovrebbe notare che la versione
Settuaginta che l’eunuco stava probabilmente usando, non traduce così
l’ebraico.16 Anche se non può essere provato che Filippo
non spiegò all’eunuco la giusta resa di questo verso, il caso non-immersionista
non è necessariamente supportato da questo richiamo ad Isaia 52:15.
Dagg prova a girare il caso a suo favore.17
Egli dice che pochi sono così stupidi da non portare provviste di acqua
con loro in un viaggio in un deserto. Perché allora, egli argomenta, c’era
bisogno di acqua al di fuori del carro? Se il battesimo era effettuato
aspergendo o versando, sicuramente l’eunuco avrebbe potuto fermare il
carro e Filippo potrebbe aver usato un po’ delle riserve dell’eunuco.
Contro questo argomento dobbiamo dire che siccome l’acqua è preziosa
a quelli che viaggiano in un deserto, vedere dell’acqua al di fuori
della propria suggerirebbe con naturalezza di usare quella invece delle
proprie riserve.18
Ritornando al punto dell’acqua nel deserto, vediamo
che un caso conclusivo contro l’immersione non può essere costruito.
Non si può escludere la possibilità che ci possa essere stata una
piscina sufficientemente larga in quel deserto per sommergere un uomo.
In ogni caso, è molto improbabile.
3. Battesimo potrebbe non significare "immersione"
se c’erano troppe persone da dover immergere.
Nel giorno di Pentecoste, 3000 convertiti furono
battezzati (Atti 2:41). I 5000 nuovi cristiani di Atti 4:4 furono
indubbiamente battezzati. Tre punti di riflessione per i battisti:
primo, si noti la relativa scarsità d’acqua in Gerusalemme; secondo,
si consideri la quantità di tempo richiesta per battezzare la
moltitudine.19 Terzo, si tenga a mente l’ostilità delle
autorità giudaiche. Dovremo supporre che permisero a dei cristiani
disprezzati di usare le riserve d’acqua di Gerusalemme?
Il primo punto è risolto facilmente: i battisti
hanno ragione, perché c’era abbastanza acqua. Riguardo al secondo
punto essi fanno notare che c’erano dodici apostoli, e non soltanto
uno, e indicano che vi sono immersioni di massa da parte dei battisti.
Il terzo fattore potrebbe essere quello più complicato da spiegare,
anche se tuttavia non è impossibile. Dobbiamo ammettere che l’immersione
non può essere esclusa con certezza assoluta. E’ molto più semplice,
comunque, pensare al battesimo di massa all’inaugurazione della chiesa
del Nuovo Testamento effettuato aspergendo o versando. Proprio come
Mosè asperse col sangue del (vecchio) patto gli israeliti in Esodo 24.
4. Battesimo potrebbe non significare "immersione"
se il battezzando è in una situazione inadatta per l’immersione.
Sia in Atti 9 che 22 leggiamo della conversione e del
battesimo di Saulo. Saulo, più tardi chiamato Paolo, stava pregando in
una casa nella strada chiamata Diritta, quando Anania lo raggiunse e
pose le mani su di lui. Anania comandò a Paolo, "Alzati e sii
battezzato" (Atti 22:16) e Paolo "sì alzò e fu battezzato"
(Atti 9:18). Paolo non aveva né mangiato né bevuto negli ultimi tre
giorni (Atti 9:9), e soltanto dopo il suo battesimo prese cibo.
La domanda è: come può un uomo che si trova in una
casa essere immerso? Molti studiosi battisti non rispondono a questa
domanda.20 John Gill prova a rispondere, ma senza molto
successo. Egli dice che c’era probabilmente una vasca nella casa,
perché, egli afferma, era la casa di un giudeo. Inoltre, egli cerca di
derivare una qualche mozione orizzontale, e non solo verticale, dalla
parola "alzati."21 Ciò non proviene dalla parola
stessa, ma soltanto dai presupposti immersionisti di Gill. Per Gill,
siccome baptizein significa "immergere," doveva esserci
una vasca in quella casa, e "alzati" deve significare "alzati
e vai verso di essa."22
5. Battesimo non può significare "immersione"
se una parte è descritta come battezzata, mentre un’altra è immersa.
Abbiamo due esempi di ciò negli eventi
veterotestamentari che il Nuovo Testamento chiama "battesimi:"
I Corinzi 10:1-2 e I Pietro 3:20-21.23 Nel
primo, Mosè e gli israeliti passano attraverso il Mar Rosso su terra
asciutta, mentre Faraone e il suo esercito sono immersi nell’acqua.
Nel secondo, Noè e sette altre anime sono salvati nell’arca, mentre
il "mondo degli empi" (II Pietro 2:5) è immerso e annega
nelle acque del diluvio. Quindi, questi due grandi eventi redentivi nell’Antico
Testamento, che riguardano grandi volumi d’acqua, il Nuovo Testamento
li riporta chiamandoli "battesimi." Contrariamente a quanto
conseguirebbe dalla veduta battista di baptizein, la Bibbia
insegna che nel diluvio e nel Mar Rosso gli empi che non sono battezzati
sono immersi e la chiesa che è battezzata non è immersa!
I tentativi battisti a favore dell’immersione dei
salvati in questi casi non convincono. Carson argomenta che gli
israeliti passarono attraverso una sorta di immersione, perché il mare
faceva da muro da entrambi i lati e la nuvola era su di loro.24
Dagg è forse ancora più audace. Egli crede che la traduzione di I
Corinzi 10:2 dovrebbe essere: "E furono tutti immersi in
Mosè."25
Riguardo a I Pietro 3:20-21 Carson dice che l’arca
fu occasionalmente immersa nelle acque del diluvio mentre saliva e
ondulava.26 John Gill argomenta che "l’arca con quelli
al suo interno era coperta ed immersa nell’acqua," perché
"le fontane del grande abisso proruppero verso il basso, e le
finestre del cielo si aprirono dall’alto." Non contento di
trovarvi soltanto un’immersione, Gill mostra anche maggiore ingenuità
nello scoprirvi sia un seppellimento che una risurrezione nel battesimo
di Noè. Noè e la sua famiglia essendo "chiusi" nell’arca
"rappresentavano un seppellimento," e la risurrezione di Gesù
Cristo "era tipizzata dalla uscita di Noè e della sua famiglia
dall’arca."27
Altri battisti negano che l’analogia o "figura"
(v. 21) sia tra il battesimo cristiano e un qualche battesimo di Noè.
Essi dicono che I Pietro 3:20 parla della salvezza di Noè e non del
battesimo ed il verso 21 della nostra salvezza e del battesimo.28
Anche se rigettiamo il sacramentalismo dello studioso luterano W. H. T.
Dau, egli indica l’appropriato punto di paragone tra il battesimo di
Noè e quello cristiano:
L’acqua
salvò Noè e la sua famiglia facendo galleggiare l’arca che li
metteva al riparo, e rimuovendo da loro la generazione disubbidiente che
aveva dolorosamente messo alla prova la loro fede, come anche aveva
messo alla prova la pazienza di Dio. In un modo simile l’acqua del
battesimo regge l’arca della chiesa cristiana e salva i suoi membri
credenti, separandoli dai loro compagni sporchi e destinati alla
condanna.29
6. Battesimo non può significare "immersione"
se un battesimo è effettuato per versamento.
Il risorto, ma non ancora asceso, Cristo, promise ai
Suoi discepoli che sarebbero stati "battezzati con lo Spirito Santo
tra non molti giorni" (Atti 1:5). Egli si riferiva al giorno di
Pentecoste, come la narrativa successiva rende chiaro. Il tentativo
battista di trovare un’immersione in questo caso è valoroso ma
futile. Alcuni dicono che essi furono immersi nello Spirito che riempì
la stanza in cui erano seduti. Riguardo a questo dovremmo far notare che
non fu lo Spirito ma un suono dal cielo a riempire la casa (Atti
2:2).
Carson tenta un’evasione più sofisticata. Egli
dice che il battesimo di Atti 2 è "un battesimo figurativo in cui
non c’è immersione letterale, né versamento o aspersione letterale."30
"Il battesimo dello Spirito è … esplicabile in base al principio
di un riferimento all’immersione," egli afferma. "Essere
immersi nello Spirito (sic), rappresenta la soggezione dell’anima, del
corpo e dello spirito alla sua influenza."31
Dovrebbe essere chiaro a tutti che il battesimo con
lo Spirito di Pentecoste fu effettuato per versamento.32
Ciò è chiaro dal racconto di Atti 2. Lo Spirito è "sparso"
(Atti 2:17-18), dal Cristo asceso sul trono, che "ha ricevuto dal
Padre la promessa dello Spirito Santo" (Atti 2:33). Che questo
versamento, spargimento dello Spirito è descritto come un battesimo è
facilmente provato dalla Scrittura.33
In ogni caso, Carson prova a confutare questa
posizione. Egli presenta tre argomenti fallaci. Primo, egli rinvia la
domanda. Dice che baptizein significa "immergere,"
quando questo è esattamente il punto dibattuto.34 Secondo,
egli si riduce ad assurde accuse. A quelli che parlano dello Spirito
essendo sparso (o versato) come il battesimo di Pentecoste, egli ascrive
"il blasfemo errore che insegna che Dio è materiale."35
Va senza dire che egli non può provare che questo ne consegue dalla
posizione Riformata. Terzo, egli fallisce nel fare distinzioni
appropriate. Afferma che il nostro argomento eguaglia "versare"
e "battezzare."36 Ciò non è vero. Noi diciamo che
il battesimo con lo Spirito Santo fu effettuato per versamento, non
diciamo che baptizein significa "versare."
Sul significato di questo battesimo, Jay Adams scrive,
Se c’è
un battesimo nella Scrittura che è importante, è quello che si
verificò a Pentecoste, che Gioele profetizzò, Gioele 2:28, 29;
Giovanni predisse, Matt. 3:16; Cristo promise, Atti 1:4, 5; e Luca
proclamò, Atti 2. A nessun altro battesimo è dato altrettanto spazio o
prominenza.37
L’importantissimo battesimo di Atti 2 fu effettuato
senza alcun dubbio non per immersione.
7. Battesimo non può significare "immersione"
se un battesimo è effettuato per aspersione.
Il nostro ultimo esempio provava un battesimo
effettuato per versamento; Ebrei 9 parla di battesimi effettuati per
aspersione. Il verso 10 di quel capitolo ci dice che l’economia dell’Antico
Testamento consisteva di "cibi, di bevande, di varie abluzioni [letteralmente,
battesimi, baptismos] e di ordinamenti carnali." Siamo d’accordo
che tra le purificazioni della dispensazione mosaica ci fosse qualche
immersione. Che l’immersione fosse il solo, o anche il più frequente
metodo di purificazione cerimoniale, sarebbe qualcosa di molto stupido
da asserire. Ma non è necessario fare una ricerca dell’Antico
Testamento per vedere a quali battesimi (baptismos) lo Spirito
Santo si sta qui riferendo.
Il testo ispirato stesso ci enumera alcuni dei
battesimi mosaici. Al verso 13 leggiamo dell’"aspersione"
del "sangue di tori e di capri" e delle "ceneri di una
giovenca" (cf. Num. 19:17-18). I versi 19 e 20 parlano di Mosè
che purificava "il libro e tutto il popolo," Esodo 24. Con
"lana scarlatta e issopo," egli "asperse" "il
sangue di vitelli e di capri [che era mischiato] con acqua." Il
verso 21 aggiunge che poi "con quel sangue egli asperse pure il
tabernacolo e tutti gli arredi del servizio divino."38
Nemmeno una volta qui lo Spirito Santo fa riferimento ad un battesimo
per immersione, ma tre volte Egli parla di "aspersione."39
Quindi quando Dagg traduce Ebrei 9:10 come "diverse immersioni,"
possiamo soltanto meravigliarci per quanto in modo zelante gli uomini
cercano di aggrapparsi ad una loro teoria prediletta.40
Un’evasione potrebbe essere quella di ammettere che
i battesimi (baptismos) di Ebrei 9:10 erano sì effettuati per
aspersione, ma argomentare questo non è determinativo per il
significato del verbo baptizein. Questo argomento, però, non
regge. I sostantivi greci col suffisso "-mos" indicano
il nome astratto dell’azione. Se baptizein significa "immergere"
o "intingere," allora Dagg ha ragione. Ebrei 9:10 deve essere
tradotto "varie immersioni." Siccome il contesto lo vieta, baptizein
non significa "immergere" o "intingere."41
Dalla nostra considerazione di baptizein nella
Scrittura è chiaro che non significa sempre e solo "immergere."42
Inoltre, anche se potesse essere provato che il battesimo era effettuato
per immersione in qualche posto, la veduta battista sarebbe provata
falsa anche da un solo esempio di battesimo non per immersione. E noi ne
abbiamo trovato più di uno. Le chiese Riformate e Presbiteriane non
stanno disubbidendo alle Scritture col praticare il loro modo
battesimale.
III. Argomenti battisti a favore dell’immersione
Dobbiamo ora considerare perché i battisti
argomentano che baptizein significa sempre e solo "immergere."
Gli argomenti biblici che essi adducono a favore della loro posizione
possono essere raggruppati in tre punti: luoghi, preposizioni, e
simbolismo.
1. Per quanto riguarda i luoghi, i battisti
indicano che Giovanni battezzava "in Enon, vicino a Salim, perché
là c'era abbondanza di acqua" (Giovanni 3:23). I battisti
enfatizzano l’ultima clausola "perché là c’era abbondanza
di acqua [hudata polla]" ma dovrebbero anche considerare
il luogo, Enon. Thayer dice che il nome Enon deriva da una parola
ebraica che vuol dire sorgente.43 Questo ci aiuta a
comprendere il significato di hudata polla, tradotto "abbondanza
di acqua" dalla versione Nuova Diodati. Enon era probabilmente
nominato così perché lì vi erano molte acque, o fontane, o sorgenti
che sgorgavano in quel luogo. Così hudata polla dovrebbe essere
tradotto tenendo conto di questo dato significativo. Wilbur Christy
scrive:
Purtroppo
per quelli che sono abituati a vedere in questo passaggio una prova per
l’immersione, queste sorgenti che sgorgano, come anche al giorno d’oggi,
attraverso questa terra acquitrinosa verso il Giordano, si prestano poco
o niente all’immersione.44
Secondo, i battisti indicano che Giovanni battezzava
anche nel fiume Giordano. Perché andare ad un fiume per battezzare,
essi argomentano, se non perché si ha bisogno di una grande quantità d’acqua
come è difatti richiesta per l’immersione?
Prima di tutto, dovrebbe essere notato che il luogo
dove Giovanni si trovava, il deserto, è più importante della sua
scelta del sito battesimale. Il deserto è primario, perché questo
adempieva la profezia di Isaia (Isaia 40:3, Marco 1:2-4).
La connessione tra il precursore del Messia e la
profezia sul deserto non è arbitraria. La missione di Giovanni era
preparare la via per il Cristo chiamando Israele a ravvedimento.
"Il concetto biblico di ravvedimento, comunque, è profondamente
radicato nella tradizione del deserto," scrive William Lane.
Essenziale
all’interesse profetico per il ravvedimento in Osea, Amos ed Isaia è
il concetto del periodo di Israele nel deserto come periodo della vera
figliolanza nei confronti di Dio, uno status in cui il Signore
condurrà il suo popolo ancora una volta in un tempo futuro.45
Dunque il luogo che Giovanni scelse nel deserto era
essenziale per la sua missione. L’acqua è scarsa nel deserto, e molte
perone andavano a Giovanni (Marco 1:5). La gente aveva bisogno di acqua
per rinfrescarsi e per gli animali che eventualmente portavano con loro.
Le provviste d’acqua variano secondo la stagione. Inoltre, come nota
James Dale: "E’ cosa nota che sia gentili che giudei [cf.
Levitico 14:51-52] attribuivano un valore specificamente purificatore
all’acqua corrente."46 Quale miglior posto per
battezzare, quindi, che (la parte bassa del) fiume Giordano (che era
inclusa nella regione desertica)? Dale argomenta che nell’operare qui,
Giovanni che veniva "nello spirito e nella potenza di Elia"
(Luca 1:17), stava agendo in accordo con "il suo grande prototipo,
Elia." Elia andò "nello stesso deserto" e dimorò "presso
le sponde dello stesso fiume." Dale aggiunge:
Le
Scritture ci insegnano che Elia per un lungo periodo dimorò presso
Cherit che si riversa nel Giordano (precisamente la stessa fetta di
terra occupata da Giovanni), ma il solo uso che egli faceva di quelle
acque, per quanto siamo informati, era per bere.47
2. I battisti argomentano che baptizein
significa "immergere" o "intingere" a motivo delle preposizioni.
Primo, essi si appellano alla preposizione greca en (in, su, a,
con, per mezzo di, tra).48 A. T. Robertson scrive: "La
semplice narrativa in Matteo 3:6 è che essi erano battezzati da lui nel
[en] fiume Giordano."49 Qui Robertson comprende en
come indicante l’elemento recettivo in cui la persona battezzata
è immersa, ma non può provarlo.50 En può benissimo
riferirsi meramente al luogo dove Giovanni battezzava, come difatti si
verifica altrove.51 Ad esempio, noi leggiamo in Giovanni 1:28
che "Giovanni stava battezzando in [en] Betabara al di là
del Giordano." Poco dopo vediamo che Giovanni "battezzava in [en]
Enon" (Giovanni 3:23): Marco 1:4 riporta anche che "Giovanni
battezzava nel [en] deserto." Erano le persone battezzate in
Betabara, Enon e nel deserto considerati come elementi ricettivi?
Inoltre, Matteo 3:6 dice che le moltitudini che
confessavano i loro peccati erano battezzate nel Giordano. Non dice che
erano battezzate nell’acqua del Giordano. Robertson dovrebbe
appellarsi ad altri testi che parlano di un battesimo en udati
(in acqua), come Matteo 3:11 e Giovanni 1:33. L’espressione "Io
vi battezzo con acqua, ma colui che viene vi battezzerà con lo Spirito
Santo," si trova, non verbatim, in Matteo 1:8 e Luca 3:16,
come in Atti 1:5 e 11:6. In questi quattro passaggi la preposizione en
è omessa, solo udati è usato. Comunque, tutti gli studiosi
riconoscono che questo è un dativo strumentale: "Io vi battezzerò
con [en] acqua."52
Non vi è, quindi, nessuna necessità di tradurre en
in Matteo 3:11 e Giovanni 1:33 con "in" e quindi interpretarlo
come l’elemento ricettivo per un’immersione.53 E’ più
ragionevole interpretare questi due versi alla luce dei loro passaggi
paralleli, che indicano la sostanza che Giovanni usava nel suo battesimo
(l’acqua). Proprio come Gesù battezzava con lo Spirito Santo,
secondo il parallelo biblico, Giovanni battezzava con acqua.54
Secondo, Robertson si appella alla proposizione eis
(dentro, in, verso, per, tra), specialmente dove è usata in
combinazione con ek (da, fuori da, via da).55 Egli
cita Atti 8:38-39:
ambedue,
Filippo e l'eunuco, discesero nell' [eis] acqua, ed egli lo
battezzò. Quando uscirono dall' [ek] acqua, lo Spirito del
Signore rapì Filippo.
Robertson crede che questo ed il suo precedente
argomento presentino un caso formidabile, perchè si chiede come è
possibile "che qualcuno possa ancora essere in dubbio sull’argomento."56
Tuttavia, il suo ottimismo è malfondato.
Primo, il testo è chiaro nel dirci che entrambi
Filippo e l’eunuco discesero nell’acqua, ma che solo l’eunuco fu
battezzato. Dunque, il battesimo dell’eunuco non consistette nell’andare
giù nell’ [eis] acqua e nel venirne fuori [ek]. Secondo,
siccome l’acqua si raccoglie nei luoghi più bassi, cos’altro
farebbe una persona se non discendervi e salire su da essa? Terzo, ciò
non presenta alcuna evidenza per l’immersione come opposta all’aspersione
o al versamento. Questi ultimi metodi di applicare acqua potrebbero con
la stessa probabilità essere stati impiegati da Filippo quando lui e l’eunuco
discesero nell’acqua. Quarto, Robertson non fa alcun riferimento alla
difficoltà di trovare in un deserto acqua sufficiente per avanzarvi
dentro e immergervi una persona.
Probabilmente, l’argomento più plausibile a favore
dell’immersione si basa su Marco 1:9:
E avvenne
in quei giorni, che Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato da
Giovanni nel [eis] Giordano.
I battisti argomentano che eis, che è più
forte di en, indica l’elemento avviluppante del battesimo.
Dunque Gesù, essi dicono, fu immerso nel Giordano.57
Se il testo fosse stato eis (dentro) l’acqua e non eis ton
Jordanen (dentro il Giordano) il loro caso avrebbe avuto maggior
supporto, ma richiederebbe comunque ancora una solida risposta.
Primo, abbiamo visto che l’acqua è usata come lo strumento
del battesimo. Secondo, la preposizione eis con baptizein
nel battesimo di Giovanni indica lo stato risultante. Quindi
Giovanni battezzava "per il [eis] ravvedimento" (Matteo
3:11), e predicava "il battesimo di ravvedimento per [eis]
il perdono dei peccati" (Marco 1:4; Luca 3:3). Questo era il "battesimo
di Giovanni" (Luca 7:29; Atti 19:3). Similmente, eis, usato
per il battesimo cristiano, come vedremo dopo, indica sempre "l’elemento
ricevente (nel Nuovo Testamento sempre ideale) in cui l’elemento
battezzato (verbalmente) passa." Esso esprime la piena soggezione
di chi è battezzato all’influenza controllante di quell’elemento.58
Dunque una lettura battista di Marco 1:9 non si conformerebbe al
"pattern" stabilito nel Nuovo Testamento.
L’errore battista sta nel leggervi mozione
nel verbo ebaptische (egli fu battezzato) e di qui poi nell’insistere
che eis può solo significare "dentro." Così essi
comprendono il testo come indicante che Gesù fu immerso (un verbo di
moto) dentro il e poi tolto via dal Giordano. Questa lettura concepisce
il Giordano non come una località, come nel passaggio parallelo di
Matteo 3:1359 e nel precedente contesto di Marco 1:5, ma come
un elemento ricettivo. Tuttavia, come nota Lenski, eis il
Giordano (v. 9) è equivalente a en il fiume Giordano (v. 5).
Entrambi sono locativi "ed affermano dove il battesimo ebbe luogo
… e niente di più."60
Sorge ora la domanda: "Perché Marco 1:9 usa eis
e non en come Marco 1:4, o epi (su, sopra, a) come
Matteo 3:13? La risposta non è difficile. Marco 1:9 usa due verbi
rispetto a Gesù: elthen (Egli venne) ed ebaptische (Egli
fu battezzato). Usa una preposizione apo (da) per indicare che
Egli venne da Nazareth. Tuttavia, usa solo una preposizione per
indicare sia il luogo al quale Gesù pervenne che il luogo dove
fu battezzato.
Nel suo libro sul battesimo di Giovanni, James Dale
ci fornisce esempi biblici in cui un’espressione preposizionale con eis
(come eis ton Jordanen) immediatamente segue un verbo di
riposo (come ebaptische, Egli fu battezzato), che è preceduto da
un verbo di mozione (come elthen, Egli venne). Egli conclude che
in tali casi l’espressione preposizionale modifica sia il verbo di
riposo che il verbo di moto, in una maniera coerente con ogni verbo.61
Dunque Marco 1:9 ci dice che Gesù venne da Nazareth di Galilea
al Giordano e fu battezzato al Giordano.62
Inoltre è importante riportare qui a nostro supporto
anche la posizione di Robert L. Reymond il quale afferma: "non c’è
un singolo esempio di un battesimo nell’intero Nuovo Testamento dove l’immersione
seguita dall’emersione sia il modo del battesimo."63
Tuttavia, deve essere sottolineato che anche se il lettore pensa ancora
che il battesimo dell’eunuco etiope, o di Cristo, o il battesimo di
Giovanni in Enon erano per immersione, la posizione battista crolla lo
stesso. Tutti i battesimi delle Scritture devono essere
immersione perché la loro posizione tenga, e perché i versamenti o le
aspersioni delle chiese Riformate e Presbiteriane risultino illegittime.
3. Un altro argomento che i battisti adducono per l’immersione
è derivato dal simbolismo di Colossesi 2:12 e da Romani 6:3-5. Il
secondo passaggio dice:
Ignorate
voi, che noi tutti che siamo stati battezzati in Gesù Cristo, siamo
stati battezzati nella sua morte? Noi dunque siamo stati sepolti con lui
per mezzo del battesimo nella morte affinché, come Cristo è
risuscitato dai morti per la gloria del Padre, così anche noi
similmente camminiamo in novità di vita. Poiché, se siamo stati uniti
a Cristo per una morte simile alla sua, saremo anche partecipi della sua
risurrezione.
Da questo testo, i battisti argomentano che andare
giù nell’acqua (immersione) ritrae la nostra unione con Cristo nel
Suo seppellimento, e che la nostra emersione significa la Sua
risurrezione e il nostro parteciparvi.64 Non è sorprendente
che i battisti usino questo testo in questo modo. Dopo tutto, essi
dicono che uno dei sacramenti cristiani consiste essenzialmente in un’immersione
in e di una rimozione dall’acqua. Non c’è niente di particolarmente
ed intrinsecamente valido nell’immersione ed emersione dall’acqua.
Quindi hanno bisogno di trovare qualche simbolismo per il loro atto.
Ciò che sorprende è che ci sono così tanti non immersionisti che
pensano che questo testo supporti la teoria che baptizein
significhi "immergere."65
Primo, dovremmo notare che Paolo non sta parlando del
battesimo rituale, ma di quello reale, come il contesto
rende chiaro.
Secondo, Cristo non fu seppellito nella stessa
maniera in cui lo sono le persone oggi, cioè essendo posto in una fossa
nella terra. Egli fu posto in una tomba scavata in una roccia (Matteo
27:60). Ciò soltanto è abbastanza per demolire per sempre la teoria
battista. Un battista sommerso in acqua non può simbolizzare il
seppellimento di Gesù se il corpo di Cristo non discese fisicamente nel
Suo seppellimento. Inoltre, che senso ha usare acqua pura? Come può
questa simbolizzare l’elemento in cui un corpo morto è seppellito?
Sicuramente una soluzione di sabbia o di acqua sporca sarebbe più
appropriata.
Terzo, Romani 6:4-5 non mette in parallelo la
risurrezione fisica di Cristo con la nostra emersione fisica dall’acqua,
ma con la nostra nuova vita spirituale (v. 4) e la nostra futura
risurrezione fisica nell’ultimo giorno (v. 5).66
Quarto, il passaggio non fa riferimento ad un
qualsivoglia modo del battesimo, perché, come scrive John Murray:
Non abbiamo
alcuna giustificazione nel trovare un riferimento al modo del battesimo
in sunethapen, "fummo seppelliti con Lui," qui nel
verso 4, più che in sumphutoi, "piantati insieme con Lui,"
al verso 5, o in sunestaurithe, "crocifissi con Lui,"
verso 6, o in enedusasthe, "rivestiti di Lui," in
Galati 3:27.67
L’analisi di John Owen è simile:
Non c’è
una singola parola né una sola espressione che menzioni qualche
somiglianza tra l’immergere sott’acqua e la morte e seppellimento di
Cristo, né una parola soltanto che menzioni una somiglianza tra il
nostro fuoriuscire dall’acqua e la risurrezione di Cristo. Il nostro
essere "seppelliti con lui nel battesimo nella morte," Rom.
6:4, è il nostro essere "piantati insieme con lui in una morte
simile," verso 5. Il nostro essere "piantati insieme con lui
in una morte simile" non è il nostro essere immersi sott’acqua,
ma lo è "la crocifissione del vecchio uomo," verso 6. Il
nostro essere "risuscitati con Cristo dai morti" non è il
nostro uscire da sotto l’acqua, ma lo è il nostro "camminare in
novità di vita," verso 4, per virtù della risurrezione di Cristo,
I Pietro 3:21.68
Cosa sta dicendo allora l’apostolo? Egli ha appena
mostrato che la giustificazione è per sola fede e non per le opere dell’uomo
(Romani 1-5). Qualcuno potrebbe rispondere: "Pecchiamo così che
possa abbondare la grazia!" Rom. 6:1. L’apostolo prima afferma,
al verso 2, e poi prova, al verso 3, che noi siamo morti al peccato.
Egli ci ricorda della nostra unione con Cristo. In Romani 5:12-21, egli
aveva parlato della nostra unione con Lui per quanto riguarda le benedizioni:
giustificazione, giustizia, vita e grazia. Ora egli parla della nostra
unione con Cristo riguardo ai Suoi grandi atti redentivi. A quale
evento Paolo fa riferimento per mostrare ai credenti che essi sono morti
al peccato? Non alla Sua ascensione al cielo o alla sua sessione alla
destra di Dio, come in Efesini 2:6, ma alla Sua morte e seppellimento,
ovviamente, Romani 6:2.
Siccome la posizione del cristiano non è meramente
negativa (morto al peccato) ma anche positiva (vivo a Dio), l’apostolo
procede poi col parlare della nostra risurrezione con Cristo (vv. 4-5).
Quindi l’apostolo fa riferimento al nostro battesimo "in Cristo"
(v. 3). Noi siamo innestati ed uniti a Cristo mediante lo Spirito.
Paolo pone questo per primo. Siccome noi siamo uniti a Cristo, quindi,
noi partecipiamo alla Sua morte, seppellimento e risurrezione. In altre
parole, partecipare alla morte e risurrezione di Cristo è attraverso il
battesimo in Lui, cioè l’unione con Lui. Non ha niente a che vedere
con la nostra discesa fisica nell’acqua e la nostra fuoriuscita da
essa, né da essa è significato.
Vale la pena riportare qui l’analisi di Robert
Harbach:
L’obiettivo
delle parole di Paolo non è mostrare che i cristiani dovrebbero
camminare in novità di vita perché [essi furono] figurativamente
risuscitati da una tomba d’acqua in un rituale simbolico, ma perché
essi furono spiritualmente, oggettivamente, storicamente, unitamente a,
corporativamente e rappresentativamente risuscitati attraverso la morte
di Cristo.69
La corretta interpretazione di Colossesi 2:12 si
muove su una linea simile. In Colossesi 2 l’apostolo istruisce i
credenti riguardo alla sufficienza di Cristo solo. Attraverso il
battesimo in Lui non soltanto siamo morti al peccato, ma siamo anche
morti al mondo e alla legge (come un modo di stabilire la nostra
giustizia).70 Di nuovo, il modo non ha niente a che fare con
questo.71
Ho cercato di essere esaustivo ed onesto nel mio
trattamento degli argomenti battisti per l’immersione dalla Bibbia. Un
argomento, il loro principale, non è stato ancora considerato: l’uso
di baptizein in fonti alternative alle Scritture. Ciò va oltre
lo scopo di questo breve articolo.72 Posso soltanto rimandare
il lettore interessato alle opere di James Wilkinson Dale, un
Presbiteriano americano del 19° secolo.73 Mi basterà dire
che concordo pienamente con la posizione difesa nelle opere di Dale, che
è questa: né nella Bibbia, né nei classici, né nell’uso giudaico e
patristico baptizein significa sempre e soltanto "immergere"
o "intingere."
Perché allora i battisti insistono in modo così
veemente che invece è così? Jay Adams ci offre come sua "conclusione
studiata" che "l’immersione è propagata come un modo
biblico più per ripetizione ed asserzione che per convinzione che
proviene da un attento studio biblico."74 Buswell fa
notare la perenne attrazione della veduta immersionista:
C’è
sempre stata una tendenza, sin dai tempi del Nuovo Testamento, di
considerare l’immersione come più vivida e spettacolare, e quindi in
qualche modo più santa del battesimo per versamento o aspersione.75
IV. Il Vero Significato di Baptizein
Ora ci troviamo di nuovo di fronte alla domanda:
"Cosa significa baptizein?" Significa "versare?"
No, non sarebbe in accordo con i battesimi di Ebrei 9. Significa "aspergere?"76
No, questo non si accorderebbe al battesimo con lo Spirito Santo nel
giorno di Pentecoste e la sua "estensione" nella casa di
Cornelio (Atti 10-11). Inoltre, nessuno di questi due modi descrive il
battesimo degli israeliti in Mosè in I Corinzi 10 o quello di Noè in I
Pietro 3, non importa il numero di altri esempi a cui potremmo fare
riferimento nei classici.77
Baptizein significa allora "purificare?"
Sembra esserci qualche supporto per questa interpretazione in Ebrei 9. I
"vari battesimi" (v. 10) effettuano la purificazione o
santificazione cerimoniale (v. 13, 22, 23). I battesimi di "coppe e
pentole, vasi di rame e pentole" (Marco 7:4) erano purificazioni. E
così anche i lavaggi cerimoniali dei Farisei (Luca 11:38-39). Inoltre,
Giovanni 3:22-26 sembra supportare questa tesi. Giovanni sta battezzando
in Enon (v. 23-24) quando lo Spirito Santo registra una controversia
tra i discepoli di Giovanni e i giudei "intorno alla purificazione"
(v. 25). Essi quindi andarono a Giovanni e gli chiesero del battesimo
di Gesù (v. 26). "Senza alcun dubbio," scrive Jay Adams,
"le due parole ‘purificazione’ e ‘battesimo’ sono
eguagliate in modo naturale come lo sono ‘vescovo’ e ‘anziano’
nella lettera di Paolo a Tito."78
Tuttavia, "purificare" non si adatta bene a
tutti i singoli riferimenti biblici intorno al battesimo. I figli di
Israele furono purificati in Mosè (I Cor. 10:2)? Cristo fu purificato
con una purificazione, con le Sue sofferenze penali sulla croce (Marco
10:38; Matteo 20:22; Luca 12:50)? Né questa definizione è ampia
abbastanza da poter includere molti usi nei classici. Per esempio, un
uomo è battezzato da una bevanda alcolica, quando ne consuma troppa.
Origene, un teologo cristiano del terzo secolo, parla anche di persone
che erano battezzate "dalla malvagità."79 Questi
battesimi, chiaramente, non sono purificazioni.
Abbiamo bisogno di una definizione di baptizein
che includa la purificazione ma che sia ampia abbastanza da rendere
giustizia a tutti i vari battesimi. La definizione generale di Dale di baptizein
è sufficiente:
Qualsiasi
cosa è capace di cambiare completamente il carattere, lo stato o la
condizione di qualsiasi oggetto, è capace di battezzare quell’oggetto;
e attraverso tale cambiamento di carattere, stato o condizione, difatti,
lo battezza.80
L’analisi di John Murray è simile:
[Baptizein],
dobbiamo concludere, è una di quelle parole che indica un certo effetto
senza essa stessa esprimere o prescrivere il modo particolare col quale
questo è effetto è ottenuto.81
Dunque baptizein significa cambiare
completamente il carattere, lo stato o la condizione di un oggetto.82
Ora dobbiamo mostrare che questa comprensione di baptizein
è consona ai dati del Nuovo Testamento.
1. Primo, considereremo il battesimo del giorno di
Pentecoste. Prima di Pentecoste, i discepoli erano deboli e timorosi, ma
dopo che furono battezzato con lo Spirito Santo, essi furono pienamente
equipaggiati per servire come apostoli del Cristo risorto. Ora potevano
parlare in varie lingue straniere, simbolizzate dalle lingue di fuoco
che si posarono su ognuno di loro (Atti 2:3), ed essere usati per
riunire la chiesa cattolica di Cristo. I discepoli furono battezzati
nell’apostolato. La loro condizione era stata completamente
cambiata.
2. Le Scritture parlano di un battesimo in Mosè (I
Cor. 10:1-2). Qui dobbiamo notare le preposizioni. Gli israeliti furono
battezzati per mezzo (en con uno dativo strumentale) della
nuvola e del mare in (eis) Mosè. Quando gli ebrei videro
il potente esercito di Faraone che li inseguiva essi ebbero "una
gran paura" (Es. 14:10, 13) e dubitarono di Mosè, accusandolo di
averli portati fuori dall’Egitto perché fossero uccisi nel deserto
(v. 11-12). Mosè gridò al popolo:
Non temete,
state fermi e vedrete la liberazione dell'Eterno, che egli compirà oggi
per voi … L'Eterno combatterà per voi, e voi ve ne starete tranquilli
(vv. 13-14).
Quindi Dio rivelò il Suo potente braccio e fece
muovere la nuvola dal fronte degli israeliti ponendola tra loro e gli
egiziani. Ciò separò i due popoli. Portò oscurità sugli egiziani ma
fu una luce per gli ebrei di notte (vv. 19-20).
Poi Mosè stese il suo bastone sul mare, il quale si
divise davanti a loro. Gli israeliti attraversarono il Mar Rosso su
terra asciutta, col mare che era diventato come due grandi muri su
entrambi i loro lati (vv. 21, 22, 29). Quando tutto il popolo di Dio ebbe
attraversato con successo il mare, Mosè stese di nuovo il suo bastone e
le acque ritornarono dove erano prima ed immersero gli egiziani (vv.
26-28, 30).
E’ significativo il modo in cui termina il racconto:
Israele
vide la grande potenza che l'Eterno aveva mostrato contro gli Egiziani,
e il popolo temette l'Eterno e credette nell'Eterno e in Mosè suo
servo (v. 31).
Avendo dunque visto la grande potenza di Dio e l’amore
che ebbe per loro nell’usare la nuvola ed il mare, essi ora credettero
e confidarono in Mosè (v. 31). Come dice Dale:
Gli
israeliti avevano vacillato, erano stati instabili e diffidenti nelle
loro relazioni con Mosè, ma furono resi (come risultato dei miracoli a
cui assistettero) confidenti e credenti, di una confidenza seconda
soltanto a quella che nutrirono verso Geova stesso, il cui ministro e
rappresentante essi ora credevano pienamente che Mosè fosse.83
Quindi Paolo dice che furono battezzati in Mosè.
John Murray lo esprime bene: "Essere ‘battezzati in Mosè’ (I
Cor. 10:2) è essere legati a Mosè nella comunione di quel patto di cui
Mosè era il mediatore."84 Gli israeliti erano ora sotto
"l’influenza controllante" di Mosè. La loro condizione
era stata completamente cambiata.85
3. Come nostro esempio finale, possiamo prendere in
considerazione il battesimo di Cristo al Giordano effettuato da
Giovanni. Anche se Giovanni battezzò Gesù, Gesù non ricevette "il
battesimo di Giovanni" (Luca 7:29). Dopo tutto, il battesimo di
Giovanni era soltanto aperto a peccatori penitenti e Gesù era senza
peccato. Il battesimo rituale di Giovanni significava una trasformazione
interna ed era "nel perdono dei peccati" (Marco 1:4,
traduzione mia). Di questo battesimo, Gesù non poteva prenderne parte.
Anche se soffrì per noi, Egli non fu sottoposto ad un ravvedimento
vicario per noi. L’incongruità non sfuggì a Giovanni: "Io
ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni a me?" (Matt.
3:14).
Cosa fu allora il battesimo di Gesù? Giovanni 1 ci
mette sulla giusta strada. Nel Vangelo secondo Giovanni Giovanni il
Battista ci è presentato primariamente come un testimone.86
Non soltanto la sua predicazione ma anche il suo battesimo servì ad
identificare il e a rendere testimonianza al Messia. Dunque il Battista
ci dice che venne a battezzare con acqua per manifestare ad Israele il
Messia (v. 31).87 Giovanni rende testimonianza a Gesù come
Colui che è supremamente degno (v. 27), Colui che era prima di lui (v.
31), Colui che battezza con lo Spirito Santo (v. 33) ed il Figlio di Dio
(v. 34).
Molto significativo è il fatto che il Battista
testimonia di Lui come "l’Agnello di Dio, che toglie via il
peccato del mondo" (v. 29). "L’Agnello di Dio" è il
solo titolo che egli usa due volte (vv. 29, 36) ed è il solo introdotto
dall’esclamazione "Ecco!" (sia al verso 29 che 36). Inoltre,
è all’udire di Gesù come "l’Agnello di Dio" che Andrea
ed un altro discepolo cominciano a seguire Gesù (vv. 35-40). Questo
titolo presenta Gesù non come profeta o re, ma nel Suo ruolo sacerdotale.
Egli è Colui che avrebbe portato i peccati di tutti gli eletti di ogni
parte del mondo.
Dunque il ruolo sacerdotale di Cristo è predominante
nel battesimo di Giovanni in Giovanni 1.88 Era questo aspetto
dell’opera di Cristo che Giovanni metteva in risalto. Altri dettagli
devono essere forniti per completare il quadro, comprese le circostanze
del battesimo di Gesù. Giovanni, che battezzò Gesù, era un sacerdote
perché era il figlio di Zaccaria, un sacerdote (Luca 1). Inoltre, Luca
3:23 ci dice che Gesù aveva circa trent’anni—l’età in cui i
sacerdoti erano ordinati (Num 4:3, 35, 47)—quando cominciò il Suo
ministero. E’ significativo che Luca ci dice l’età di Gesù nel
contesto del Suo battesimo (Luca 3:21-23). Suona irragionevole
allora dire che il battesimo di Gesù da parte di Giovanni fu la Sua
iniziazione al sacerdozio?
C’è altro da dire a favore di questa posizione.
Dobbiamo considerare anche qualcosa riguardo al significato del
battesimo di Gesù. Primo, se non abbiamo questa posizione, dobbiamo
dire che Gesù rispose in modo evasivo quando gli fu fatta una domanda
difficile. In Matteo 21:23-27, e Marco 11:27-33 e Luca 20:1-8, infatti,
Gesù è sfidato dai capi dei sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani
riguardo la Sua purificazione del tempio (Matt. 21:12-14) e il Suo
insegnarvi (v. 23). Al cuore delle loro accuse era la questione dell’autorità
(due volte al verso 23, poi 24, 27). Che diritto aveva Gesù di
fare quelle cose (v. 23)?
Gesù rispose con una domanda delle Sue: "Il
battesimo di Giovanni da dove veniva? Dal cielo, o dall’uomo?"
(v. 25). I governatori si trovarono di fronte ad un dilemma. Il popolo
si sarebbe arrabbiato se avessero negato la chiamata divina di Giovanni.
E se la avessero affermata essi stessi, si sarebbe condannati da soli,
perché non diedero ascolto alle ammonizioni di Giovanni (vv. 25-27).
Essi optarono per: "Non sappiamo dirlo" (v. 27).
Se Gesù ricevette da Giovanni il "battesimo per
la remissione dei peccati," questo non Gli avrebbe conferito
autorità per purificare il tempio. E dunque Gesù non fece altro che
rispondere ad una domanda con un’altra domanda. La Sua risposta,
quindi, sarebbe stata egualmente appropriata in qualsiasi altra
occasione quando i leader religiosi giudei cercavano di metterlo all’angolo,
perché non aveva a che fare con la specifica questione sollevata dai
sacerdoti. Ma essi, rimane di fatto, non risposero accusandolo di dare
una risposta irrilevante. Essi realizzarono di essere stati battuti da
una risposta che spiegava perfettamente quale fosse l’autorità di
Gesù nell’insegnare nel tempio e purificarlo. Giovanni aveva
ordinato Gesù sacerdote, ed i sacerdoti avevano autorità di fare
queste cose.89
Secondo, le parole di Gesù a Giovanni il Battista in
Matteo 3:15 sono molto importanti: "così ci conviene adempiere
ogni giustizia." Giustizia, come sia Giovanni che Gesù
entrambi sapevano bene, è quella che si conforma alla legge di Dio.
Jay Adams fa una domanda molto pertinente:
Cristo fu
sottoposto alla legge della circoncisione (Lev. 12:3 e Luca 2:21); egli
fu presentato nel tempio (Luca 2:22, 23), andò alla pasqua (Es. 34:23 e
Luca 2:42), osservò le feste giudaiche comandate dalla legge (Marco
14:12, Luca 22:3, Giovanni 17:10), ma a quale legge stava ubbidendo
al battesimo?90
Alla legge dell’ordinazione dei sacerdoti.
Inoltre, siccome Gesù parla di "ci"in
Matteo 3:15, dobbiamo chiederci: Cosa accadde al battesimo di Gesù che
sia Giovanni che Gesù adempirono come "ogni giustizia?" O,
formulando diversamente: Se il battesimo con acqua di Gesù fu una
purificazione per noi, in che modo Giovanni adempì ogni
giustizia? La sola risposta soddisfacente a queste domande è che
Giovanni adempì ogni giustizia nell’ordinare Gesù al sacerdozio.
In questo modo Gesù possedeva le qualifiche
cerimoniali necessarie per ottenere la nostra giustizia nei confronti di
Dio. Egli fece questo attraverso la Sua vita di ubbidienza e la Sua
morte sostitutiva alla croce. Dunque Gesù non fu battezzato nel perdono
dei Suoi propri peccati—una posizione blasfema—né fu battezzato
vicariamente, così che l’acqua del Suo battesimo lavò via i nostri
peccati simbolicamente. Al contrario, Egli fu ordinato come nostro sommo
sacerdote, così che potesse ottenere la giustizia di Dio per noi per la
fede nel Suo sangue.
In quanto ordinazione al sacerdozio, il battesimo di
Gesù fu per aspersione. Questa è la maniera in cui i sacerdoti dell’Antico
Testamento erano autorizzati cerimonialmente per adempiere le loro
funzioni (Num 8:6-7). Senza dubbio essi non erano immersi.91
In ogni caso, di grande importanza per la nostra
presente inquisizione è il fatto che il battesimo di Gesù da parte di
Giovanni combacia con la definizione che noi abbiamo proposto del
battesimo. Il battesimo di Gesù fu un cambiamento di stato, in cui Egli
fu cerimonialmente iniziato al sacerdozio.92
Al tempo del Suo battesimo fisico, Dio battezzò
anche Gesù spiritualmente e internamente con lo Spirito Santo (Matteo
3:16-17). Il battesimo di Gesù con acqua e il Suo battesimo con lo
Spirito erano due aspetti dell’unico grande atto di Dio che Lo
stabiliva ed equipaggiava come il Servo di Geova. Il primo parla dell’autorizzazione
di Gesù come Messia da un punto di vista formale ed esterno, mentre il
secondo parla della Sua qualifica interna e spirituale per questo
ufficio.
Gesù ricevette lo Spirito in piena misura (Giovanni
3:34) per renderlo adatto a svolgere il Suo mandato messianico (Luca
4:18-19; Isaia 61:1-2). Il fatto che lo Spirito discese su Cristo
"come una colomba" (Matteo 3:16) indica che Egli lo stava
ungendo come nostro grazioso sommo sacerdote (Ebrei 4:15; 2:17).
Solo per la forza dello Spirito Gesù fu capace di
resistere le tentazioni di Satana, di scacciare i demoni (Matteo 12:28),
proclamare il vangelo della grazia e, finalmente, di andare alla croce
per morire come "l’Agnello di Dio, che toglie via il peccato del
mondo" (Giovanni 1:29; Ebrei 9:14). L’influenza controllante
dello Spirito su Gesù è indicata in varie maniere nei racconti dei
quattro vangeli, specialmente in Luca. Dopo aver fatto ritorno dal Suo
battesimo, Gesù "fu condotto dallo [en]93
Spirito nel deserto" (Luca 4:1). Dopo la Sua tentazione nel deserto,
Egli "ritornò nella potenza dello Spirito in Galilea" e la
Sua fama si diffuse "attraverso tutta la regione all’intorno"
(v. 14). Dunque nel battesimo spirituale di Cristo abbiamo un’altra
illustrazione della nostra definizione di baptizein.
V. Il Significato del Battesimo Cristiano
Avendo accertato il significato di baptizein,
rimane soltanto da spiegare il significato del battesimo cristiano. Fino
ad ora abbiamo fatto riferimento a vari esempi di battesimo nella Bibbia,
disposti come segue in ordine cronologico:
1. Il battesimo di Noè e
la sua famiglia (I Pietro 3:20-21)
2. Il battesimo degli israeliti in Mosè (I Cor. 10:1-2)
3. Le varie purificazioni dell’Antico Testamento (Ebrei 9:10)
4. Le purificazioni farisaiche (Marco 7:2)94
5. Il battesimo di Giovanni nel perdono dei peccati (Marco 1:4)
6. Il battesimo d’acqua di Giovanni, che ordinava Gesù sacerdote (Matteo
3:13-15)
7. Il battesimo di Gesù con lo Spirito Santo, che Lo equipaggiò per
la Sua missione messianica (Matt. 3:16-17)95
8. Il battesimo di Gesù per mezzo delle sofferenze penali sulla croce
(Marco 10:38)
9. Il battesimo con lo Spirito Santo degli apostoli a Pentecoste (Atti
2)
10. Il battesimo cristiano nel nome della Santa Trinità (Matt. 28:19)
di famiglie ed individui in Atti e I Corinzi 196
I punti da 1 a 4, tra le altre cose, illustrano il
significato di baptizein. I punti da 5 a 9, se da un lato servono
a questo medesimo scopo, sono essenziali, benché in modi differenti,
allo stabilimento del battesimo cristiano (punto 10).
Nel Nuovo Testamento, il battesimo cristiano è
intimamente connesso a molte benedizioni. Dalle liste di T. M. Lindsay e
G. R. Beasley-Murray, possiamo compilare la seguente lista:97
1. Perdono del e
purificazione dal peccato (Atti 2:38; 22:16)
2. Conferimento dello Spirito Santo (I Cor. 12:13)
3. Unione con Cristo (Gal. 3:27), inclusa unione con Lui nella Sua
morte, seppellimento e risurrezione (Rom. 6:3-11; Colossesi 2:12)
4. Rigenerazione (Tito 3.5)
5. Adozione (Gal. 3:26-27)98
6. Essere membri nel corpo spirituale di Cristo (I Cor. 12:13)
7. Essere membri nell’istituzione della chiesa (Atti 2:41)
Seda un lato va detto che nessuno dei due studiosi
intendeva essere esaustivo nella loro lista, dobbiamo notare però che
due abbaglianti omissioni si trovano in entrambi le loro presentazioni.99
Primo, nessuno dei due menziona l’essenza di queste benedizioni come
benedizioni del patto. La Confessione di Fede di Westminster deve
essere preferita di gran lunga su questo punto. All’inizio del suo
trattamento delle benedizioni spirituali del battesimo (reale), la Confessione
parla del battesimo come "un segno e sigillo del patto di
grazia" (28:1).100 Gesù Cristo è il Cristo del patto e
l’iniziazione in Lui è partecipare di tutte le benedizioni del patto
di Dio col Suo popolo.
Beasley-Murray, provenendo da una cultura battista,
connette le benedizioni del battesimo non col patto ma con la fede
cosciente: "Nel Nuovo Testamento precisamente gli stessi doni di
grazia sono associati alla fede allo stesso modo che al battesimo."101
Egli pecca di omissione nel non vedere la rilevanza propria del
battesimo nell’ambito del patto, ma la sua affermazione è profonda. Tutte
le benedizioni della salvezza sono correlate al battesimo. Questo
segue necessariamente dalla natura del battesimo come segno e sigillo
della salvezza.
Secondo, punto più serio ancora, la lista di
Lindsay, come anche quella di Beasley-Murray non menziona l’unione col
Dio Triuno, il cuore del battesimo! Questo è espressamente affermato da
Cristo, quando inaugura il sacramento del Nuovo Testamento del battesimo
in Matteo 28:19:
Andate
dunque, e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel [in,
eis] nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.102
Vale la pena riportare qui la concisa spiegazione di
Hoeksema dell’espressione "nel nome:"
Questo non
significa "con l’autorità del nome del Dio Triuno," ma
piuttosto "nella comunione del Dio Triuno come Si è rivelato nel
nome di Gesù Cristo."103
I Riformati hanno sempre enfatizzato il carattere
trinitario del battesimo. Leonard Riisen esprime ciò in modo ammirabile:
Dunque
quando il pastore dice: Io ti battezzo, è come se stesso dicendo: Io
dichiaro nel nome di Dio che quest’acqua con cui ti lavo è un simbolo
della tua ammissione nel patto di Dio e della Sua Chiesa, che il Padre
ti accetta come un figlio, il Figlio come un membro del Suo corpo ed un
fratello, e lo Spirito Santo come un ospite con cui Egli vuole dimorare
per sempre, e che tu adori il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, in
virtù dei termini del tuo dovere verso il Dio triuno, con adorazione ed
ubbidienza, e che consacri te stesso interamente all’adorazione della
Trinità per sempre.104
Come sacramento trinitario, il battesimo è
intrinsecamente interconnesso col patto.105 Concerne l’unione
e la comunione con il Dio del patto: Padre, Figlio e Spirito Santo. Le
implicazioni di questa comprensione trinitaria sono multiple. Qui ne
considereremo soltanto una: la sua relazione alla grazia sovrana.
Nell’ultimo capitolo del suo libro: Il Dramma
della Decisione: il Battesimo nel Nuovo Testamento, Oscar Stephenson
Brooks si cimenta in uno studio dell’insegnamento battesimale di I
Pietro.106 La sua tesi è che I Pietro è un "trattato
battesimale," scritto alle congregazioni con molti nuovi membri che
hanno bisogno di istruzione.107 Anche se il battesimo è
menzionato soltanto una volta in I Pietro (ad es. 3:20, 21), Brooks ne
ricava alcuni importanti argomenti per la sua posizione. Anche se erra
nel ritenere che I Pietro è "scritto completamente in relazione al
battesimo" e che il battesimo è "la chiave per comprendere l’intero
libro," c’è qualcosa che deve essere detta sulla sua posizione.108
Certamente il libro dice molto riguardo all’iniziazione
alla salvezza. Coloro a cui è indirizzata I Pietro erano rigenerati
(1:3, 23; 2:2) ed (efficacemente) chiamati (1:15; 2:9, 21; 3:9; 5:10),
attraverso la predicazione del vangelo (1:12, 25). La loro "risposta
salvifica" al vangelo, scrive R. E. O. White:
è …
descritta sia in termini di fede (1:5, 8, 9; 2:6, 7, 9, sia, una volta
sola di "confidenza," (1:21) sia in termini di ubbidienza
(1:1, 22; 2:8; 3:1; 4:17, una volta, di amore per Cristo 1:8).109
Brooks procede a schematizzare il contenuto del
libro.110
1. 1:3-12 è la sezione d’apertura che ci dice come
Dio ci ha salvato. 2. 1:13-2:10 descrive la chiamata del cristiano. 3.
2:11-3:12 contiene istruzioni su come il nuovo cristiano dovrebbe vivere
nel mondo. 4. 3:13-22 insiste che "un convertito deve conservare
fedeltà ed integrità a tutti i costi."111 Pietro fa
riferimento all’esempio di Cristo e all’importanza del battesimo per
rinforzare il suo argomento.
La sezione d’apertura (1:3-12) è la chiave per
comprendere I Pietro. Brooks giustamente fa notare che essa è
trinitaria, perché tratta il Padre (vv. 3-5), il Figlio (vv. 6-9) e lo
Spirito (vv. 10-12). Il battesimo fa riferimento alla nostra salvezza.
La cosa più importante riguardante quest’ultima, Pietro ci dice, è
che essa è trinitaria.112 Procedente dal Padre, il Figlio e
lo Spirito Santo, la salvezza non può essere per nient’altro che per
grazia sovrana. Dunque 1:3-12 non ci dice cosa noi abbiamo fatto ma cosa
Dio ha fatto per noi. E’ incredibile che Brooks dopo tutti i suoi
perspicaci commenti fallisce nel notare questo. Egli è così ammaliato
dall’Arminianesimo che non vede ciò che qui è davanti ai suoi occhi.
Inoltre, Brooks non prende in considerazione I Pietro
1:2.
Primo, qui noi abbiamo qui un’altra testimonianza
alla Santa Trinità:
eletti
secondo la preordinazione di Dio Padre, mediante la santificazione dello
Spirito, per ubbidire e per essere aspersi col sangue di Gesù Cristo:
grazia e pace vi siano moltiplicate.
Secondo, Pietro si rivolge ai nuovi convertiti come
"eletti secondo la preordinazione di Dio Padre." Egli vuole
dire loro all’inizio della sua epistola che la loro salvezza proviene
interamente dalla eterna grazia elettiva di Dio. Questa è "la vera
grazia di Dio" (5:12) che è significata e sigillata nel battesimo.113
Terzo, I Pietro 1:2 ritrae l’applicazione del
sangue di Cristo ai nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo come un’aspersione.
Siccome la realtà è descritta come un’aspersione, come possono i
battisti proibire questo modo nell’amministrazione del segno? Non
meraviglia dunque che Brooks come un battista arminiano non commenta
affatto questo verso!
Questo trattamento di I Pietro ci mostra la
metodologia appropriata da seguire nella comprensione del significato
del battesimo. Noi dobbiamo studiare quello che le Scritture insegnano
riguardo alla salvezza, e specialmente riguardo alla sua applicazione
iniziale, e quindi comprendere che il nostro battesimo rituale è un
segno e sigillo di quella grazia di Dio.114 Quindi, ad
esempio, il "solo battesimo" di Efesini 4:5 è quel battesimo
spirituale rivelato come un’opera della grazia sovrana del Dio Triuno
in Efesini 1:3-14 e nel resto dell’epistola.115
Rimane soltanto correlare le varie benedizioni
significate dal battesimo e quindi mostrare come il battesimo cristiano
è determinato dai vari battesimi insegnati nelle Scritture. Il nostro
battesimo reale e spirituale è effettuato per mezzo dello Spirito Santo
(I Corinzi 12:13). Egli ci innesta in Cristo (Galati 3:27) e dunque noi
siamo uniti col Dio Triuno (Matteo 28:19). La nostra unione con Cristo
consiste di comunione con Lui nei Suoi grandi eventi redentivi, incluse
la Sua morte, seppellimento, e risurrezione (Romani 6:3-5), e nelle
grazie che Egli ha ottenuto per noi. Dunque noi partecipiamo della
rigenerazione (Tito 3:5), giustificazione (Atti 2:38), adozione (Galati
3:26-27) e santificazione (I Corinzi 6:11); in breve, tutte le
benedizioni del patto di grazia.
Inoltre, essendo uniti a Cristo il nostro capo, noi
siamo anche uniti al Suo corpo invisibile e spirituale (I Corinzi
12:13). Quindi il credente si unisce alla vera istituzione della chiesa
(Atti 2:41). In tutto questo, il credente vive una vita di santa
comunione col Dio Triuno. Egli è battezzato nella morte e risurrezione
di Cristo (Romani 6:3-5). Egli ha rivestito Cristo (Galati 3:27). Egli
vivrà una vita santificata, mettendo a morte il peccato e crescendo
nella grazia. Il suo battesimo rituale, come un costante ricordo della
verità del patto di grazia di Dio, serve ad incoraggiarlo ad obbedire
al Signore suo Dio per gratitudine.
Questo legame eterno non sarà mai spezzato. Nell’ultimo
giorno, Dio risusciterà tutti i corpi dei Suoi eletti figlioli così
che essi possano dimorare con Lui per sempre nei nuovi cieli e nuova
terra. Il patto di Dio con l’uomo giungerà a pieno compimento (Apoc.
21:3). Queste sono le ramificazioni della salvezza significata e
sigillata nel nostro battesimo.
Tutto ciò serve a confermare la nostra comprensione
di baptizein. Il battesimo reale è una radicale trasformazione
spirituale dalla morte alla vita, dall’oscurità alla luce, dall’ingiustizia
alla giustizia, dal potere di Satana al regno di Dio, da figli d’ira a
figli del Padre nostro che è nei cieli. Questo combacia perfettamente
con la nostra definizione di baptizein come cambiare
completamente il carattere, stato o condizione di un oggetto.116
Al contrario, dobbiamo chiedere: In che modo l’immersione indicherebbe
questa gloriosa trasformazione? In che modo l’immersione e l’emersione
significherebbero l’opera di trasformazione di Dio nel salvarci?
Ora giungiamo alla domanda: Perché la Bibbia parla
di "un solo battesimo" (Ef. 4:5), quando in essa di fatto sono
menzionati molti battesimi? Primo, contrariamente a molti battisti,
dobbiamo affermare che il battesimo di Efesini 4 è un battesimo spirituale,
non un battesimo rituale, ancor meno un’immersione!117
Questo battesimo è effettuato per mezzo di "un solo Spirito"
in un "solo corpo" e "un solo Signore" e, quindi, in
"un Dio [Triuno] e Padre di tutti, che è sopra tutti, e attraverso
tutti, e in tutti" (vv. 4-6). Dunque, nel contesto di Efesini 4,
tutti i credenti devono essere longanimi e sforzarsi di mantenere l’unità
dello Spirito (vv. 1-3), perché abbiamo tutti "un Signore, una fede,
un battesimo" (v. 5).
E’ chiaro, quindi, che non soltanto questo è un
battesimo spirituale, ma che è anche un esplicito battesimo cristiano.
Dunque le purificazioni cerimoniali ordinate nei libri di Mosè (Ebrei
9:10) e quelle imposte al popolo dai Farisei legalisti (Marco 7:2) non
sono incluse in questo solo battesimo. Il battesimo di Noè e la sua
famiglia (I Pietro 3:20-21), il battesimo degli Israeliti in Mosè (I
Cor. 10:1-2) e il battesimo di Giovanni (Atti 19:1-5)118
anche non sono battesimi cristiani. Tuttavia, come battesimi
insegnati nella legge essi sono significativi in quanto ci insegnano
qualcosa riguardo al significato del nostro unico battesimo.
I battesimi che Cristo ricevette—il Suo battesimo
con lo Spirito significato dalla Sua acqua battesimale al Giordano (Matteo
3:13-17), il Suo battesimo con sofferenze penali alla croce (Marco
10:38)—e il battesimo nell’apostolato in Atti 2 non sono il
battesimo cristiano. Piuttosto, essi "costituirono una base sulla
quale il battesimo cristiano doveva riposare, e senza la quale non
poteva esistere."119 In quel giorno storico al Giordano,
Gesù intraprese il dovere di nostro grande sommo sacerdote e fu
equipaggiato a fare così dallo Spirito Santo. Sulla croce, Egli bevve
fino all’ultimo la coppa dell’ira di Dio contro di noi per le nostre
trasgressioni della Sua legge. Lì il nostro capo del patto fu
battezzato da sofferenze penali nella morte così che noi potessimo
essere battezzati nella Sua morte e nella Sua vita di risurrezione.120
Il Suo battesimo ci rese capaci di ricevere il "solo battesimo"
di Efesini 4:5.121
Che diremo dunque del battesimo di Pentecoste? Quello
anche era necessario per il nostro battesimo, perché a Dio piacque di
erigere, attraverso le fatiche degli apostoli, l’una, santa, cattolica
ed apostolica chiesa di Cristo, che ne è la pietra angolare. Attraverso
questa chiesa, a Dio è piaciuto di preservare la Sua verità durante le
epoche così che possiamo essere portati in comunione col Dio Triuno in
Cristo, attraverso l’unico battesimo cristiano.
VI. Gli Errori del Battesimo Immersionista
Dobbiamo ora considerare le molte debolezze inerenti
alla presentazione battista del battesimo cristiano. Esse provengono
tutte dalla errata nozione che baptizein significa sempre e
soltanto "immergere" o "intingere." Abbiamo visto
come questo li costringe ad usare in modo ingiustificato le preposizioni
en ed eis. Abbiamo anche visto che la teoria immersionista
impone un’interpretazione aliena a Romani 6:3-5 e Colossesi 2:12,
testi che sono quindi chiamati a rendere supporto alla loro teoria
immersionista.
Qui dobbiamo chiaramente affermare che i Riformati
non rigettano l’immersione come un battesimo valido.122 La Confessione
di Westminster 28:2 ci fornisce la classica visione Riformata dei
requisiti per un valido battesimo:
L’elemento
esteriore che deve essere usato in questo sacramento è l’acqua, con
la quale la persona deve essere battezzata nel nome del Padre, e del
Figlio, e dello Spirito Santo, da un ministro del vangelo legittimamente
chiamato a quell’ufficio.
Dunque, secondo la Confessione di Westminster,
tre cose sono indispensabili per un valido battesimo. Al candidato
battesimale deve essere applicata dell’acqua. Secondo, deve essere
battezzato nel nome del Dio Triuno. Terzo, il sacramento deve essere
amministrato da un ministro legittimamente chiamato. Immersioni in
chiese battiste trinitariane adempiono questi criteri. Dunque, esse
hanno un valido sacramento e noi lo consideriamo tale.123
Tuttavia, obiettiamo la loro veduta non scritturale
del battesimo per sola immersione.124 Quando essi legano le
coscienze del popolo di Dio con qualcosa che Egli ha lasciato libero,
essi offendono la libertà cristiana e dividono il corpo di Cristo. Essi
convertono un’ordinanza del vangelo in un nuovo legalismo.
Il loro secondo errore sta nel loro significato di
immersione. Romani 6:3-5 e Colossesi 2:12 non insegnano che il credente
dovrebbe andar giù nell’acqua e uscire da essa nel battesimo e che
dunque significano la sua morte e risurrezione con Cristo. Questo errore
è tutt’uno col primo. Non soltanto i battisti errano nel rendere il
modo dell’immersione obbligatorio, ma anche lo rendono significativo
come la chiave stessa per comprendere il battesimo.125
Questi errori hanno il loro effetto sulla
presentazione battista del sacramento del battesimo e, quindi, sul loro
insegnamento riguardante la salvezza. Come osserva Jay Adams:
Il simbolo
nel sacramento (che è una cosa importante) o è dischiuso (un proposito
del sacramento) o è distrutto da un verso o falso modo di osservare il
sacramento. Modo e simbolo, e quindi modo e significato, non possono
essere divorziati.126
1. Primo, essi errano nel rappresentare molto male il
simbolismo del sacramento del battesimo. "Immersione in acqua ed
emersione da essa," dice John Gill, è "un emblema molto
espressivo di Cristo, la sua morte, seppellimento e risurrezione dai
morti." Egli procede a ridicolizzare la nozione di "spruzzare
qualche goccia di acqua sul viso."127 A. H. Strong
fornisce sei esempi del simbolismo del battesimo. La purificazione non
è inclusa, mentre la figura morte-seppellimento-risurrezione non solo
viene posta per prima, ma è anche la base per vari altri suoi esempi.128
Tutti gli altri esempi di simbolismo battesimale sono "soltanto
figure sussidiarie all’atto del battesimo," scrive W.
A Jarrell:
perché il suo
principale scopo è raffigurare il Vangelo—LA MORTE, IL
SEPPELLIMENTO, E LA RISURREZIONE DI CRISTO. Il ‘vangelo’—la
morte, il seppellimento e la risurrezione di Cristo, sono la FONDAZIONE
e la CAUSA DETERMINANTE di tutte queste altre cose raffigurate nel
battesimo, solo il seppellimento e la risurrezione di acqua possono
raffigurare l’espressione e la professione del ‘vangelo.’129
Concordiamo coi battisti che la morte vicaria di
Cristo, il seppellimento e la risurrezione nel terzo giorno, secondo le
Scritture, è il vangelo (vedasi I Cor. 15:3-4). Tuttavia, neghiamo che
il rito del battesimo fu ordinato da Dio per mostrare la morte, il
seppellimento e la risurrezione di Cristo per immersione e rimozione
dall’acqua. Il sacramento del battesimo è decisivamente non
"una parabola della morte e risurrezione di Cristo nell’immersione
ed emersione di credenti." Herman Ridderbos ha ragione nel
descrivere questa veduta come "finzione" e come non avente
"alcun supporto."130
2. Questa falsa concezione rimpiazza di molto il vero
simbolismo del sacramento del battesimo. Tristemente, i battisti sono
così coinvolti dalla nozione che il battesimo ritrae il nostro
discendere in e risorgere dalla tomba di Cristo che essi non prendono
sufficiente nota dell’elemento sacramentale, l’acqua.131
Nelle Scritture si parla in due sensi dell’acqua: come una bevanda
rinfrescante o come un agente purificatore.132 Nel suo uso
interno, cioè, quando un uomo la beve, è simbolica di vita. Quando
usata esternamente, sulla pelle, ci parla di purificazione. Quest’ultimo
uso è trovato ripetutamente nelle pagine sacre della Bibbia, e, in
verità, in tutto il mondo. L’acqua è riconosciuta come il solvente
universale.
La rappresentazione dello Spirito per mezzo dell’acqua
non è una cosa poco comune nell’Antico e nel Nuovo Testamento.133
Il problema è che non svolge il ruolo proprio nel modo di pensare
battista. William Williams dice che egli non conosce alcuna confessione
battista standard che "dichiari che il battesimo simbolizzi il
lavaggio dello Spirito Santo."134 Le opere battiste
falliscono in modo uniforme nel rendere giustizia alla figura della
purificazione nel sacramento del battesimo. Questo non è sorprendente,
dal momento che, nello schema battista, l’acqua è forzata a
significare due cose: un elemento che seppellisce e un agente
purificatore.135
Infatti, i battisti vedono due segni nel
battesimo: quello della morte, seppellimento e risurrezione di Cristo e
quello della purificazione. Come è spesso il caso in tali situazioni,
le sette vacche magre mangiano le sette vacche grasse. Quanto è
differente il trattamento del battesimo intensamente biblico del Catechismo
di Heidelberg! Nei due Giorni del Signore che trattano il battesimo
troviamo vari riferimenti al lavacro dei peccati, e alla rimozione dell’impurità.136
La Confessione Belgica, par. 34, esprime bene il significato del
rito battesimale:
come l’acqua
lava via l’impurità del corpo, quando è versata su di esso, e ciò
è visto nel corpo del battezzato, quando aspersa su di esso, così il
sangue di Cristo, per la potenza dello Spirito Santo, asperge
internamente l’anima, la purifica dai suoi peccati, e ci rigenera da
figli d’ira in figli di Dio.137
Se i battisti avessero ritenuto il solo
significato dell’acqua nel sacramento si sarebbero guardati dalla
nozione "morte-seppellimento." Il commento di Ridderbos è
pertinente:
Per quanto
riguarda l’acqua del battesimo e il suo significato simbolico, come
appare dall’intero Nuovo Testamento, è che essa purifica, non che uno
può entrarvi dentro ed immergervisi, per non parlare poi dell’esservi
seppelliti.138
3. Piuttosto che focalizzare l’attenzione sull’azione
dell’acqua, il sacramento battista rende l’uomo il segno principale.
In effetti, il battista dice a quelli che sono testimoni di un’immersione:
"Ponete attenzione all’uomo che è immerso. Quando egli va giù
nell’acqua pensate al seppellimento di Cristo. Quando egli viene fuori
da essa, pensate alla risurrezione di Cristo." Noi siamo pienamente
d’accordo con i battisti per quanto riguarda la necessità di guardare
a Cristo. Ebrei 12:1-2 descrive la vita cristiana come un ardua
maratona. Soltanto guardando a Gesù noi possiamo completare la corsa.
Non è questo il punto.
Il problema è che Dio non ha costituito il peccatore
come il segno nel rito del battesimo. Mentre i battisti rimproverano i
Riformati di disubbidire il comandamento di Cristo di immergere, la
verità è che essi hanno frainteso il segno battesimale. La Confessione
di Fede di Westminster 27:2 afferma:
C’è in
ogni sacramento una relazione spirituale, un’unione sacramentale, tra
il segno e la cosa significata; per questo avviene che i nomi e gli
effetti dell’una sono attribuiti all’altro.139
Dunque noi chiediamo: Dove è l’unione
sacramentale tra il peccatore immerso e il Cristo morto seppellito e
risorto? Qualsiasi somiglianza di una tale cosa in Romani 6:3-5 è stata
già screditata. Se è vero che quello che Dio ha unito insieme l’uomo
non deve dividerlo, è anche vero che quello che Dio non ha unito
insieme, l’uomo non deve cercarlo di unirlo. Non c’è unione
sacramentale tra l’immersione del peccatore e morte, seppellimento e
risurrezione di Cristo, ed i battisti non devono parlare come se ci
fosse.140
Che l’unione sacramentale è tra l’acqua e la
purificazione dello Spirito Santo è affermato dal Catechismo di
Heidelberg nella Risposta 71: "La Scrittura chiama battesimo il
lavaggio della rigenerazione [Tito 3:5], e il lavacro dei peccati [Atti
22:16]." Questo è il cuore del sacramento del battesimo.
Come dice Louis Berkhof:
L’unione
sacramentale tra il segno e ciò che è significato … è di solito
chiamata la forma sacramenti (forma significa qui "essenza"),
perché è esattamente la relazione tra il segno e la cosa
significata che costituisce l’essenza del sacramento.141
Possiamo esprimere questo con un’altra terminologia:
è l’unione sacramentale che costituisce il battesimo come un mezzo
di grazia. Quindi la Confessione Bellica par. 33 afferma che i
sacramenti:
sono segni
e sigilli visibili di qualcosa interna ed invisibile, per mezzo
dei quali Dio opera in noi per mezzo della potenza dello Spirito Santo.
Il battista, alterando il segno del battesimo,
influisce sull’unione sacramentale, che è l’essenza del sacramento,
e, quindi, sul sacramento come mezzo di grazia. In breve, il
battista è stato condotto a guardare non l’acqua, che parla della
sovrana, e celeste opera purificatrice dello Spirito di Cristo, ma da
questa all’emersione e sommersione di un uomo peccatore. E’
la cosa più lontana dalla mente divina il desiderio che noi guardiamo
all’uomo, e ciò è evidente anche conoscendo solo le basi della
dottrina biblica. Che Dio desideri che noi facciamo questo con un
sacramento cristiano, che parla della sua potente opera purificatrice,
è blasfemo.142
4. La presentazione dell’uomo come oggetto di
contemplazione nel sacramento del battesimo, anche se è detto che fa
pensare a Cristo, ha effetti disastrosi sulla capacità del sacramento
di rendere testimonianza della salvezza di Dio. Che un arminiano come
Oscar Brooks delinei le sue vedute arminiane quando parla del battesimo
non ci sorprende.143 Quando, tuttavia, egli dice che le sue
vedute sul battesimo provenivano da una contemplazione del suo battesimo
(rituale) (o immersionismo), ciò si impone alla nostra attenta
considerazione.144
Ci turba maggiormente, però, trovare dei battisti
Calvinisti, come Samuel Waldron, che affermano stranezze come quella che
il battesimo è, in parte, un segno della nostra fede.145
Se il battesimo è un segno della nostra fede è esso anche un sigillo
della nostra fede? Come se i sacramenti di Dio indichino qualche altra
cosa rispetto alla Sua salvezza!
Ancora, siamo sorpresi quando consideriamo il
trattamento del battesimo da parte di Dagg, un altro battista Calvinista.
Dagg divide il suo capitolo sul battesimo in cinque sezioni. La quarta,
"Lo scopo del Battesimo," concerne il significato di questo
sacramento. La tesi di Dagg è: "Il battesimo è stato designato
per essere la cerimonia della professione cristiana."146
Che ne facciamo del battesimo come un segno e sigillo del patto di
grazia? O del rinnovamento per mezzo dello Spirito Santo? Dagg pone
tutto questo sotto il titolo "La nostra professione."
Incredibile! Il miglior modo per spiegare queste vedute è dire che
questi Calvinisti sono stati sviati dal simbolismo dell’immersione
dell’uomo in acqua, che è molto lontano dal vero significato del
battesimo biblico.
5. Nell’immersione battista l’acqua è l’elemento
ricettivo. La preposizione en non indica esclusivamente
strumentalità—battezzare con acqua o con lo Spirito—perché essi rendono l’acqua l’elemento, passivo, ricettivo.
L’acqua del battesimo simbolizza lo Spirito Santo.
Ciò è ovvio a tutti, ed i battisti lo ammettono. Ciò è anche provato
dal frequente parallelismo biblico del "battezzare con [en]
acqua" con "battezzare con [en] lo Spirito Santo."
Il fraintendimento battista del ruolo dell’acqua nel battesimo ha
serie implicazioni per la comprensione del ruolo dello Spirito Santo in
un battesimo per immersione.
L’errore primario dell’immaginario battista è
che rende lo Spirito Santo passivo. Essi potrebbero obiettare che
l’acqua ( e quindi lo Spirito) è passiva anche quando è versata o
aspersa, ma c’è una differenza importante. Il punto del ruolo dello
Spirito come attivo o passivo non concerne l’amministratore umano del
sacramento, ma la relazione tra il peccatore battezzato e l’acqua.
Nell’effusione o aspersione il peccatore è passivo, e l’acqua (lo
Spirito) è attiva. Nell’immersione il peccatore va giù (attivo) nell’acqua
(passiva). Il simbolismo è completamente errato! "La veduta
battista … nel presentare lo Spirito Santo come un ricettacolo
quiescente," come dice Dale, "rivoluziona lo schema del
vangelo e, logicamente, sovverte la croce di Cristo."147
Lo Spirito di Cristo è l’onnipotente, immanente
agente del Dio Triuno. Egli è "la potenza dell’Altissimo"
(Luca 1:35). Egli è colui che rivelò la Sua potenza risuscitando Gesù
dai morti (Romani 8:11). Egli viene in Atti 2:2 con un suono simile ad
"un vento impetuoso" dal cielo. In nessun luogo la Sua potenza
è descritta più chiaramente, tuttavia, di come lo è nella Sua opera
salvifica sui figli caduti di Adamo. Egli rigenera sovranamente dei
peccatori morti (Giovanni 3:5-8). Egli opera fede in noi (Galati 5:22).
Egli distribuisce doni spirituali (I Corinzi 12:4). In breve, Egli è il
grande conferitore della salvezza. Questa salvezza, ci dice la Bibbia,
è interamente "il dono di Dio" e non è in alcun modo
"per opere" (Efesini 2:8-9).
Nell’effusione o aspersione noi vediamo questo.
Attraverso il simbolismo del battesimo noi vediamo lo Spirito celeste
che viene sul peccatore morto e che lo purifica e gli dona vita. Il
peccatore sta semplicemente lì. Egli non fa niente per la sua salvezza.
E’ interamente passivo. Il segno si accorda bene con la realtà della
salvezza.
Tuttavia, nell’immersione, non è lo Spirito che
viene giù, ma il peccatore che va giù nell’acqua. L’uomo entra
nello Spirito, simbolizzato dalle acque.148 Lo Spirito è
passivo. Il segno battesimale è stato sovvertito. Non indica
propriamente la grande opera di salvezza applicata dallo Spirito di
Cristo.
Come per peggiorare la situazione, la letteratura
battista contiene affermazioni come ad esempio la seguente di Dagg:
"Il significato del battesimo richiede l’immersione."149
Si noti che Dagg non sta meramente dicendo che il simbolismo del
battesimo permette l’immersione, ma che la richiede.
Dunque, per lui, l’effusione o l’aspersione non esprimono il
significato del battesimo. Nello scrivere ciò, Dagg è in armonia con
le confessioni battiste.
"L’immersione,
o intinzione della persona in acqua, è necessaria per la corretta
amministrazione di questa ordinanza." (Confessione di Fede
Battista del 1688 29:4)150
"Noi
crediamo che il battesimo cristiano è l’immersione in acqua …"
(Nuova Confessione Battista dell’Hampshire 14 [1833])151
"IL
BATTESIMO CRISTIANO—Questo è l’immersione di credenti in acqua
…" (Confessione dei Battisti Generali 17:1 [1834, 1868])152
6. La nozione che "battesimo" corrisponda
ad "immersione" comporta un altro problema. I battisti
effettuano il loro battesimo in due atti distinti: un andare dentro
nella ed un venir fuori dall’acqua. L’acqua, come abbiamo detto,
simbolizza lo Spirito Santo, che unisce il peccatore a Cristo, e, quindi,
al Dio Triuno. La domanda dunque sorge: Perché portare fuori dall’acqua
(lo Spirito Santo) il credente? Come può l’unione col Dio Triuno
essere significata da un’immersione in ed un venir fuori dall’acqua?
Inoltre, come può l’unione con Dio in Cristo essere significata da
una momentanea immersione nella ed emersione dall’acqua?
Sicuramente se l’immersione in acqua simbolizza l’unione con Cristo,
il peccatore dovrebbe essere tenuto lì! Non crediamo nella
preservazione e perseveranza dei santi? Allora, naturalmente, il
cristiano confessante annegherebbe. Tali sono i problemi che sorgono
quando il significato del sacramento è cambiato da quello originale
divinamente conferitovi.
7. Da tutto questo ne consegue che i battisti
dovrebbero riconsiderare la loro comprensione del battesimo. Essi spesso
attaccano i non-immersionisti di "disubbidire il comandamento del
Signore di immergere." Essi ci accusano di "adorazione
artificiale" e dicono che ci atteniamo a "comandamenti di
uomini."153 W. A. Jarrell entra ripetutamente in una
diatriba contro "l’incompleta riforma" del sedicesimo
secolo.154 Egli chiede perfino:
Come può
dire qualcuno che la sostituzione e la pratica [dell’effusione] nell’incompletezza
della "Riforma" del sedicesimo secolo non è un adempimento di
Daniele 7:25 ["egli dirà grandi parole contro l’altissimo … e
penserà di cambiare tempi e leggi"]?155
Tuttavia, da quanto abbiamo visto, sono i battisti
che hanno bisogno di ritornare ai "sentieri antichi" della
Parola di Dio. Essi hanno bisogno di riforma in quest’area del
sacramento del battesimo. La loro teoria è falsa. Anche se concediamo
che il loro battesimo sia valido, noi li esortiamo con urgenza ad
abolire il rito dell’immersione, e al contrario, di battezzare per
effusione o aspersione. Questi sono i modi migliori.
Se un ministro battista dovesse convincersi di questo,
non dovrebbe soltanto predicare la propria comprensione del battesimo,
mentre continua poi a praticare il segno sbagliato dell’immersione. Le
persone saranno in questo modo ancora così incantate dalla piscina
battesimale, dalle immersioni e dagli abiti gocciolanti, che essi
continueranno a ritenere giusto e buono il vecchio fraintendimento del
battesimo. Essi continueranno a vederlo come la rifigurazione del
seppellimento e della risurrezione di Cristo e ad essere proni a
concepire l’uomo come attivo e lo Spirito come passivo.
8. La colpa dello scisma, che essi vorrebbero
accollare a noi, è interamente dalla loro parte. Essi hanno sfigurato
uno dei sacramenti.156 Essi hanno reso obbligatorio un modo
battesimale (povero) avendo abbandonato due modi eccellenti. Quindi, il
peccato contro l’unità della chiesa è dei battisti.
Nella misura in cui essi insistono a favore di un
rito che è difficile da amministrare in certe circostanze ed in certe
zone climatiche, essi peccano anche contro la cattolicità della
chiesa.157 Si ricordi che questo sacramento è intimamente
connesso all’attributo della universalità della chiesa in Atti 2:38-39 e la sua chiamata nelle missioni (cf. Matt.
28:19-20). Inoltre,
siccome essi stabiliscono e insistono su leggi che non sono bibliche e
svolgono un rito battesimale che indica una concezione arminiana della
salvezza, dobbiamo concludere che essi peccano anche contro l’apostolicità
e la santità della chiesa.
VII. Conclusione
In conclusione potremmo sottolineare vari punti, ma
ci accontenteremo di elencare solo tre implicazioni positive.
1. Abbiamo una gloriosa dottrina del battesimo da
credere e predicare. Che grande conforto avere la grande opera del
Dio Triuno significata e sigillata in un tale e meraviglioso sacramento!
Le chiese Riformate e Presbiteriane spiegano alle pecore di Cristo il
significato del battesimo cristiano, non negligendo di metterle in
guardia contro l’errata concezione battista riguardante il modo.
Noi abbiamo "l’unico battesimo" di
Efesini 4:5 da proclamare. Questo battesimo è basato sul e dipendente
dal battesimo di Cristo sulla croce, per il quale Egli fu equipaggiato,
sia cerimonialmente che realmente, per mezzo del Suo battesimo al
Giordano. Esso giunge a noi per mezzo dell’una, santa, cattolica ed
apostolica chiesa, che è, attraverso il battesimo apostolico di
Pentecoste, "costruita sulla fondazione degli apostoli e dei
profeti, Gesù Cristo stesso essendo la pietra angolare" (Efesini
2:20). I santi Riformati devono vivere alla luce del loro battesimo.
Essi devono continuamente crescere nella comprensione del significato
del loro battesimo "nel nome del Padre, e del Figlio, e dello
Spirito Santo" (Matteo 28:19).
A loro non deve essere permesso di pensare che, solo
perché un gruppo di chiese è chiamato col nome "battiste,"
esse abbiano una comprensione particolarmente profonda del sacramento di
iniziazione. La loro posizione è falsa e non mette in evidenza
propriamente la gloria del vangelo della grazia. Che essi non ci
superino, nel loro zelo nel promuovere il loro errato battesimo. Noi
abbiamo la veduta vera, che glorifica Dio. Che essa sia messa in
evidenza chiaramente ed antiteticamente.
2. Questo documento ha fino ad ora deliberatamente
evitato una discussione del pedobattesimo. Questo avrebbe
grandemente allungato questo studio e lo avrebbe condotto al di là del
suo argomento: il significato del battesimo. Tuttavia, i due non
possono essere separati, e questo studio ha implicazioni per i soggetti
del battesimo, anche. Se il battesimo è, come dicono i battisti, un
segno della nostra professione di fede, allora è ovvio che i
bambini non possono partecipare a questo sacramento. Se il battesimo è,
invece, un segno e sigillo di quello che Dio fa nel salvare il
Suo popolo attraverso il sangue di Gesù, allora gli infanti dei
credenti sono degni soggetti del sacramento.
Il battesimo, come abbiamo visto, è radicato nella
rivelazione dell’Antico Testamento, con le sue cerimonie di
purificazione e aspersioni di sangue, che indicavano il sangue di Cristo
(Ebrei 9:10). Nell’Antico Testamento, in modo speciale, è chiaro che
i bambini erano nel patto di Dio e ricevevano il segno della
circoncisione.158 Abbiamo anche visto che il battesimo è la
purificazione per mezzo dello Spirito di Cristo e che il battesimo
riguarda la promessa della salvezza (Atti 2:38-39). Queste cose hanno a
che fare con l’essenza del battesimo. Esse ci dicono di cosa tratta il
battesimo. Tutte queste cose sono pienamente coerenti col
pedobattesimo.
Il pedobattesimo mostra in modo particolarmente
adeguato la salvezza pattale del Dio Triuno nella linea delle generazioni.159
Dio è un Dio familiare, come Padre e Figlio nello Spirito Santo.
Il Padre genera eternamente il Figlio ed il Figlio è eternamente
generato dal Padre. Dio tratta col popolo del patto nelle loro
generazioni. Egli salva il Suo popolo in questo modo perchè la stessa
idea di generare è qualcosa che è radicata nella Sua stessa Deità.160
Rigettando il sacramento del battesimo per i loro
bambini, i battisti negano il trattamento pattale di Dio nelle
generazioni del Suo popolo e falliscono nel realizzare le implicazioni
del credere nel grande Dio Triuno. Dunque i battisti, anche i battisti
Riformati (o, più accuratamente, i battisti Calvinisti), cadono nell’individualismo,
e quindi, hanno una predisposizione verso l’Arminianesimo. Tali sono i
pericoli della veduta antipedobattista.161
Secondo, il pedobattesimo è una meravigliosa
dichiarazione che nel battesimo l’uomo è passivo. La Forma
per l’Amministrazione del Battesimo esprime questo bene:
Anche se i
nostri piccoli bambini non comprendono queste cose, non possiamo quindi
escluderli dal battesimo, perché come essi sono, senza la loro
conoscenza, partecipi della condanna in Adamo, cosi anche essi sono
ricevuti in grazia in Cristo … i figli di genitori cristiani (anche se
essi non comprendono questo mistero) devono essere battezzati in
virtù del patto.162
Come punto finale notiamo che nella Bibbia è chiaro
che gli infanti possono ricevere il battesimo reale.163
Perché dunque essi non possono avere il segno della salvezza?164
Essendo partecipi del patto, la chiesa, il regno e la promessa, ai figli
dei credenti non deve essere proibito il battesimo cristiano.165
3. Infine, questa veduta del battesimo esprime in
modo perfetto la dottrina della grazia sovrana. Il battesimo cristiano
reale è il completo cambiamento dello stato e della condizione del
peccatore eletto per mezzo dello Spirito di Dio sovrano che
graziosamente applica il sangue di Cristo al suo cuore. Il battesimo
cristiano rituale è il segno e sigillo di questa onnipotente opera
purificatrice dello Spirito, il quale ci lava dai nostri peccati e ci
consacra al Dio Triuno in Gesù Cristo nostro Signore.
Per
altre risorse in italiano, clicca qui.

1Philip Schaff, The
Creeds of Christendom, vol. 3 (New York: Harper & Brothers,
1877), p. 741.
2Ibid., vol.
3, p. 747.