Primo, la Conoscenza della Fede
Secondo, la Certezza della Fede
Terzo, l’Oggetto della Fede
Le concezioni popolari della fede sono
varie e sono false. Gli increduli concepiscono particolarmente la fede
Cristiana come cieca: "fede cieca" è l’espressione. Da
parte nostra, da Cristiani, affermiamo che sono gli increduli ad essere
ciechi. II Corinzi 4:4: "il dio di questo mondo ha accecato i cuori
e gli occhi di coloro che non credono il vangelo di Cristo." Un’altra
concezione errata da parte degli increduli è che la fede è un
volontario convincimento, qualcosa che si vuole credere sia vero, anche
se non è realmente vero. Da parte nostra, noi affermiamo l’esatto
contrario: l’ateismo e lo scetticismo sono volersi convincere di ciò
che non è vero, e così anche ogni falsa religione. Essi sono l’oppio
dei popoli. Mentre il Vangelo è la potenza di Dio per la salvezza di
ognuno che crede, ed è qualcosa di radicalmente contrario ad ogni altro
sistema religioso. Non solo, ma noi affermiamo che ogni sistema
religioso è un tentativo delle persone di cercare di fuggire dal vero
Dio, Che è la sola grande realtà di questo universo e mondo, Che è il
Creatore e Colui che parla nella coscienza di ogni singolo essere umano,
Colui col Quale tutti devono avere a che fare. Tutti i singoli uomini
cercano di fuggire da Lui perché essi amano le tenebre, come dice
Giovanni 3, perché le loro opere sono malvagie. Essi amano i loro
peccati, e non vogliono avere a che fare con la grande realtà di questo
mondo, con la realtà più certa ed inevitabile che vi sia, che è Dio.
E così non vogliono credere nel Giudizio a venire, e non vogliono
realizzare il bisogno che hanno di ravvedersi, e così vivono vite
spiritualmente ubriache e stolte, mettendo la loro testa sotto la sabbia,
e vogliono negare il Vangelo di Gesù Cristo perché per loro è troppo
duro, e vogliono continuare nelle loro stolte e devianti vie.
Il mondo dice anche che la fede è un salto
nel buio. Secondo questa concezione, incredulità verso il Vangelo è
luce, e in quella via tutto è chiaro. E invece credere nel Vangelo e
lasciare la loro via di inganno e peccato, è lasciare la luce ed
inoltrarsi nelle tenebre. Noi volgiamo tutto questo al contrario,
dicendo che l’incredulità è tenebre fitte e totali, e per questo
anche l’inferno, che nella Bibbia è anche detto essere fitte tenebre,
è appropriato per coloro che in modo impenitente persistono nella loro
ribellione. I Giovanni 5 dice che il mondo intero è nelle tenebre, e l’incredulità
è tenebre. L’unica luce, che splende nelle tenebre, è la Parola di
Dio, come dice II Pietro. E questa veduta è denigratoria anche perché
chiama la Fede Cristiana "un salto" nel buio. Non è soltanto
un procedere nel buio dove tutto è incerto e pericoloso, ma è
addirittura un saltare nel buio! Se si salta nel buio chi sa dove si
arriva! Saltare nel buio è una completa follia! E il mondo quindi,
nella sua perversione e cecità, manipola e perverte la concezione della
Fede Cristiana, per farla apparire malvagia, dura, noiosa, stupida.
Perché ama le tenebre piuttosto che la luce. E questo è quello che fa
il mondo: sopprimere e contorcere la verità di Dio.
Ma passiamo ora ad un’altra contorsione
della natura della fede, quella del Cattolicesimo Romano. Esso parla di
"fede implicita." Il tipico Cattolico Romano dei giorni nostri
non sa molto della sua fede, e né pensa che ha bisogno di sapere molto,
e ciò si può facilmente constatare quando si parla ad uno di loro e
spesso ci si trova a dover dire loro cosa credono per loro, prima di
dovergli mostrare che è errato! A volte la cosa migliore da fare è
dire loro direttamente qual è il Vangelo! E questo fa parte dell’insegnamento
stesso della chiesa di Roma, ovvero che non c’è bisogno di conoscere
molto. Ma di una cosa sono tutti loro messi al corrente: che la chiesa
di Roma ha ragione! Il clero della sua chiesa, come se fosse, sa le cose
al posto loro e per loro, e tutto quello di cui hanno bisogno è che il
clero le sappia e che abbia ragione. Questa è la "fede implicita."
Ma, contrariamente a questa concezione, ogni credente deve conoscere la
verità della Parola di Dio. Ogni credente dovrebbe essere in grado di
poter dire: "io so in chi ho creduto, e sono persuaso …" II
Timoteo 1:12, e non: "io so che il prete probabilmente sa qual è
la verità." Noi crediamo nella "fede esplicita," perché
ognuno dovrebbe conoscere quanto più possibile dalla Parola di Dio, ed
in base a quanto uno sa agisce! I nostri figli hanno bisogno di essere
catechizzati, perché devono personalmente conoscere la Parola di Dio, e
non devono contare sui loro genitori o sul ministro per quanto riguarda
questo. Per quanto è possibile secondo la loro capacità ed età, essi
stessi devono conoscere la verità. Per questo abbiamo gli studi biblici,
per edificare la chiesa, e questo è il motivo per cui la Parola di Dio
è spiegata nei sermoni, per questo noi incoraggiamo a leggere
libri che spiegano la Bibbia ed articoli teologici. Ogni membro della
chiesa, dal più piccolo al più grande, secondo la sua misura e
capacità, dovrebbe conoscere le dottrine della Parola di Dio. Ogni capo
di famiglia dovrebbe fare in modo che la sua famiglia conosca la Parola
di Dio! E chi ci perde nel negligere questo dovere è la persona stessa!
Poi abbiamo la veduta della fede dell’evangelicalismo
contemporaneo, ed in modo particolare dei circoli pentecostali e
carismatici. Di frequente, essi parlano della fede in termini di "esperienza"
o di "sensazione." Spesso li si sente parlare così: "sento
questo," o "lo sento che è così," etc. Quando si parla
con loro con la Parola di Dio, non di rado li si sente dire: "quanto
hai appena detto non lo sento nello spirito," oppure: "quello
che dici sento nel mio cuore che non può essere vero." Ora, se
questa è l’attitudine che uno ha nei confronti della Parola di Dio,
si è profondamente ingannati, ed è una cosa tragica. La nostra
autorità non sono i nostri sentimenti o sensazioni, ma è la Bibbia! La
verità della Parola di Dio tipicamente provoca "sensazioni"
dure! Questo è il motivo per cui vi erano Farisei nelle pagine del
Nuovo Testamento. Essi erano predicatori di cose leggere, come dice
Isaia. Essi erano abili in questo, erano i "teologi terapeutici"
dei loro giorni, toglievano le cose dure dalla Parola di Dio e dicevano
alla gente quello che volevano sentirsi dire. Ma la Parola di Dio è la
nostra sola autorità, come dice un famoso Catechismo Presbiteriano
nella Domanda e Risposta 2: " La Parola di Dio … è l’unica
regola per istruirci sul modo in cui noi possiamo glorificarlo e gioire
in lui." I nostri sentimenti potrebbero ingannarci terribilmente,
perché sono instabili e vanno e vengono, e noi non dobbiamo giudicare
la verità della Parola di Dio o la nostra condizione dinanzi a Dio in
base ai nostri sentimenti o sensazioni, altrimenti saremo sbattuti qua e
là da ogni vento di dottrina.
Abbiamo quindi visto quale terribile
confusione ed errore che vi a riguardo della fede, e coloro che vi sono
vittima sono destinati a naufragarvi, in quanto queste vedute
distruggeranno qualsiasi solida pace o conforto Cristiano. Grazie a Dio,
però, la fede non è un volontario convincimento, o una cieca
sottomissione ad una gerarchia, o una sensazione, ma, in una sola parola,
la fede è conoscenza! II Timoteo 1:2 dice: "io so
[o: conosco] in chi o creduto!" La Risposta 21, alla domanda
"cos’è la vera fede?" dice che la vera fede è " …
una sicura conoscenza!" In entrambe queste affermazioni
riguardanti la natura della fede, notiamo che la conoscenza viene prima!
Colpisce anche che quando il nostro Catechismo, più avanti, tratta il
primo comandamento, afferma che esso insegna, tra le altre cose, che noi
prima di tutto dobbiamo conoscere rettamente Dio. E la medesima
cosa è insegnata dalla prima petizione della preghiera del nostro
Signore, quando dice: "santificato sia il tuo nome," dove il
"nome" denota la rivelazione che Dio ci ha dato di Se Stesso (nella
Bibbia!). Dunque la conoscenza è prima sia nei comandamenti che nelle
petizioni della preghiera modello che il Signore ci ha insegnato. Di
tutte le cose, di cose scientifiche, storiche, di notizie dal mondo, la
cosa più dubbia che esiste, secondo il giudizio del mondo, è tutto
ciò che è scritto nella Bibbia. E nelle chiese odierne, la cosa che
proprio non vogliono le persone, è la conoscenza. L’intrattenimento,
il sentirsi bene, e tutta una lista di cose, apparirebbero in cima alla
lista delle cose desiderate, ma la conoscenza, se proprio deve comparire
in essa, apparirebbe verso la fine, se non per ultima! Ma la conoscenza
è il primo elemento della fede!
Ma conoscenza di cosa? Conoscenza di Dio!
Questo è quanto dice II Timoteo 1:12: "Io so [o conosco] in chi
ho creduto …" Io conosco Dio! Questo è quanto dichiara il
Cristiano! Io conosco il vero Dio, il Padre, il Figlio, e lo Spirito
Santo, il Creatore, Sostenitore, Redentore, Signore, e Giudice. Lo
conosco nei Suoi attributi, nei Suoi decreti, nelle Sue opere. Io
conosco Dio! E Lo conosco con la conoscenza dell’amore e della fiducia.
E questa conoscenza include conoscenza delle dottrine insegnate nella
Bibbia, come dice il Catechismo, la vera fede è "una sicura
conoscenza, per la quale io ritengo tutto verità ciò che Dio ci ha
rivelato nella Sua Parola." Ed ogni cosa nella Bibbia tratta in
ultima analisi della conoscenza di Dio, anche quando parla dell’uomo
in quanto Sua creatura, o di Cristo, o altri temi. E siccome la fede è
conoscenza, e non ignoranza, i missionari e i predicatori fedeli, hanno
sempre promosso e sempre promuoveranno l’educazione e l’informazione
teologica. Per questo, se è necessario come in alcuni paesi del terzo
mondo, bisogna insegnare alle persone a leggere, e dare loro un’educazione
basilare, dobbiamo tradurre la Bibbia nella lingua di coloro che
raggiungiamo col Vangelo. Poi dobbiamo sviluppare della letteratura
Cristiana che spieghi le verità della Bibbia a vari livelli, e che
insegni come vivere in modo da piacere al Signore. E insieme alle
traduzioni della Bibbia e della letteratura Cristiana, giunge la
predicazione espositiva. Quest’enfasi è dovuta alla verità che la
conoscenza spirituale e dottrinale del Dio Triuno Che Si è rivelato in
Gesù Cristo è la salvezza! La Scrittura dice che il popolo di
Dio perisce per mancanza di conoscenza! E questo è il motivo per cui
quando gli ufficiali ecclesiastici e i membri della chiesa non hanno
conoscenza essi sono maturi per l’eresia ed ogni vento di dottrina ed
innovazione, e probabilmente ci si trovano già nel mezzo, e si trovano
sulla via dell’apostasia. La fede è conoscenza, e l’ignoranza è
nemica d’essa, ed allontana il Vangelo di Gesù Cristo.
Inoltre, nella Domanda 21 dovremmo notare l’aggettivo
qualificativo: la fede è una sicura conoscenza. Essa è una
conoscenza certa, incontestabile, ferma, incontrovertibile ed
indisputabile. Quello che tu sai dalla Bibbia è più certo del tuo nome
stesso e nessuna delle forme di conoscenza è tanto certa quanto quello
che è scritto nella Bibbia e che è testimoniato dallo Spirito Santo
nel tuo cuore! Ciò è l’esatto opposto di quanto dice il mondo a
riguardo delle loro certezze, perché esse sono quanto dicono i libri di
storia, i propri idoli, etc. ma la Bibbia è congettura, è dubbia, e
così via. E quindi noi notiamo che la fede non è vacillante, non si
arresta tra due opinioni, non pensa cose come: beh forse Dio è sovrano
dopo tutto! Forse vi sarà una risurrezione dei morti! Forse dovrei
cercare la chiesa che più puramente di altre ha i tre distintivi della
vera chiesa e dovrei unirmi ad essa, o … forse .. non è così
necessario! La fede è una sicura conoscenza, e quindi qualsiasi cosa
dica la Bibbia è vera, e noi siamo decisi a seguirla. La fede è una
sicura conoscenza che crede verità ogni cosa che Dio ha rivelato
nella Sua Parola! Ciò significa che tutto quello che Dio ha rivelato
nella Sua Parola è conoscenza, ed è sicura conoscenza! Noi per esempio
siamo più certi che Giona fu ingoiato da una balena di quanto lo siamo
che esistano numerose specie di balene. Ciò perché la Bibbia lo dice.
Questa è la concezione del Cristiano. E a questo punto dobbiamo pensare
all’apostolo Paolo, che, nel fronteggiare la morte di lì a poco dopo
che scrisse la Seconda Epistola a Timoteo, nell’essere vicino ad
essere offerto come sacrificio a Dio, dice: io so, io conosco in chi ho
creduto, e sono persuaso che è in grado di preservare fino a quel
giorno ciò che gli ho affidato. La mia anima, la mia vita, è
interamente nelle Sue mani, e di ciò io sono certo, non sono timoroso,
non ho dubbi.
E ciò ci porta al secondo aspetto della
fede: il confidare di cuore! La vera fede "è non soltanto una
sicura conoscenza, per la quale io ritengo tutto verità ciò che Dio ci
ha rivelato nella Sua Parola, ma anche un confidare di cuore che
lo Spirito Santo per mezzo dell’Evangelo opera in me, e che non solo
ad altri ma anche a me sono donati da Dio remissione dei peccati, eterna
giustizia e salvezza, per pura grazia, solo a motivo dei meriti di
Cristo." E questo è esattamente quanto dice anche II Timoteo 1:12:
io so in chi ho creduto e sono persuaso che egli è in grado di
preservare fino a quel giorno ciò che gli ho affidato … e questi due
aspetti della fede, la sicura conoscenza, e il confidare di cuore sono
correlati in questa maniera: il confidare, la fiducia, proviene
dalla nostra sicura conoscenza. Quindi, più noi conosciamo Dio, in
Gesù Cristo, più noi siamo sicuri e fiduciosi della nostra salvezza. E
possiamo dire che in generale quelli che lottano con la certezza della
loro salvezza sono stati educati in modo inadeguato o errato
dottrinalmente, oppure hanno fatto poco progresso nella fede, e spesso
ciò è dovuto a cose come il modo in cui passano il loro tempo libero.
Ad esempio essi sprecano il loro tempo a guardare spazzatura in
televisione invece di esercitarsi alla lettura e alla preghiera. E così
quando una crisi giunge, cominciano a lamentarsi e a dire: dov’è Dio
ora che ne ho realmente bisogno? La risposta è: hai avuto l’opportunità
di crescere nella conoscenza di Dio, e quindi nella tua certezza, ma non
ti sei preso il fastidio! Ti sei assentato dai servizi di adorazione nel
Giorno del Signore, per motivi che non erano buoni, e non per cose
necessarie, ma meramente perché non volevi prenderti il fastidio! Nei
tuoi libri Cristiani che sono sulla mensola non ci sono molti segnalibri
… la preghiera privata è negletta magari per settimane senza sosta
… e poi ti domandi dove sia la certezza, quando giunge un periodo
difficile?
Ma consideriamo Paolo, che nel fronteggiare
la morte scriveva di conoscere Dio e di aver fiducia che Egli avrebbe
preservato tutto quanto aveva affidato a Lui. E notiamo che lui era
convinto della verità della grazia sovrana, come al verso 9 egli dice:
Dio ci ha salvati e chiamati con una santa chiamata, e lo ha fatto non
secondo le nostre opere, ma secondo il Suo proposito eterno di darci la
Sua grazia, e questa chiamata ci ha trasformato e ci fa vivere una vita
pia. Paolo non era un arminiano, e per questo aveva una conoscenza
sicura e una fiducia di cuore nel Dio sovrano, nel Dio di grazia. Ed
inoltre egli credeva che questa grazia sovrana di Dio è stata resa
manifesta dall’apparizione di Gesù Cristo, cioè dalla Sua
manifestazione in carne, perché mediante l’incarnazione e la Sua
passione e risurrezione Egli ha abolito la morte, avendone abolito il
suo dardo, e mediante il vangelo Egli ha portato alla luce la vita e l’immortalità.
E di questo vangelo egli fu un predicatore ed insegnante, e per questa
causa del vangelo egli soffriva al momento in cui scrisse l’epistola
(v. 12), e tuttavia non si vergognava, perché non dubitava ma piuttosto
conosceva con certezza colui in cui aveva creduto, e sapeva, ere
fiducioso che lo avrebbe redarguito. Ciò ci porta ad affrontare la
domanda: e noi, saremo noi paralizzati dalla paura quando fronteggeremo
la morte? Oppure: avremo noi vergogna se veniamo arrestati e
imprigionati, e forse perfino giustiziati, a motivo del vangelo? L’Anticristo,
che si avvicina, riporterà la pena di morte in vigore, anche se i
liberali dei giorni nostri non la desiderano. Il verso 7 dice che Dio
non ci ha dato uno spirito di paura, ma uno spirito di potenza e di
amore e di una mente sana, uno spirito di conoscenza e fiducia. E non vi
è conforto o fiducia, senza la certa conoscenza della fede, e senza
confidare di cuore in Cristo, e nel Suo vangelo. Il solo modo per avere
conforto e vivere e morire felicemente, come dice la Domanda 1, è
crescere quindi nella conoscenza e nella certezza della fede.
A questo punto quindi siamo pronti per
riconoscere che il dubbio è un terribile nemico, un nemico della
certezza e del conforto del Cristiano. Ed il dubbio può essere
particolarmente pericoloso e dannoso quando si manifesta in forme del
genere: magari, forse, probabilmente quello che dice la Bibbia è vero,
ma non per me personalmente, perché io sono troppo malvagio! Oppure: la
Bibbia sarà anche vera, ma non per me personalmente, perché io non ho
avuto le esperienze giuste! Per rispondere a queste due obiezioni
dettate dal dubbio, dovremmo ricordarci, per quanto riguarda la prima,
che Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori (I
Timoteo 1:15), che come li descrivono i versi 9-10 includono gli empi, i
ribelli, i malvagi, i peccatori, gli scellerati, i profani, coloro che
uccidono padre e madre, i disubbidienti, i fornicatori, gli omosessuali,
i rapitori, i falsi, gli spergiuri, e qualsiasi altro tipo di
trasgressore della sana dottrina! E Cristo Gesù venne per salvare
perfino il primo dei peccatori come Paolo, che fu un bestemmiatore ed un
persecutore della chiesa, che trascinava i Cristiani a morte! E Dio
secondo il Suo eterno proposito scelse Paolo e mandò Cristo Gesù per
lui, in modo che potesse mostrare attraverso quanto fece con lui tutta
la Sua pazienza, lo usò come esempio per tutti quelli che dovevano
credere dopo di lui. Se Dio dunque salvò Paolo, che perseguitava ed
uccideva i Cristiani, Dio mostra che nessuno è troppo malvagio da poter
essere salvato e divenire un Cristiano! Ed inoltre, se qualcuno ammette
e confessa di essere molto malvagio, quello è già un segno di vero
ravvedimento, e di salvezza! Chi si ravvede e crede al vangelo è
salvato! L’altra domanda: ma io non ho avuto le giuste esperienze per
poter essere salvato! Ma chiediamoci: quali sono le giuste esperienze?
Chi deve essere a stabilirlo? La Parola di Dio lo dice, e dice che è il
ravvedimento, il volgersi dalle proprie vie malvagie, e la fede in Gesù
Cristo, il solo Salvatore che la Scritture ci presenta! Non abbiamo
bisogno di alcuna esperienza extra biblica e anti biblica! Ravvediti,
credi, e sarai salvato!
Il dubbio è qualcosa di infernale, perché
attacca la fiducia della fede, la conoscenza della fede, perché attacca
la fede che è ciò che ci connette al mediatore della nostra salvezza,
e ci priva di ogni conforto. E dove questo dubbio prende piede, di
solito si verifica che la persona affetta da esso non vuole avvicinarsi
ai sacramenti, il battesimo e la santa cena. E ciò è tragico, perché
i sacramenti furono istituiti da Gesù Cristo proprio per aiutarci
nella nostra debole fede, proprio per darci un curativo ai nostri
combattimenti coi dubbi! Chiunque quindi vi attacca con una dottrina di
dubbio, deve essere a sua volta attaccato con la Parola di Dio: tu dici
menzogne, la Scrittura dice questo e questo! Ed inoltre dobbiamo ancora
a maggior ragione frequentare la predicazione della Parola di Dio e l’uso
dei sacramenti, ovvero usare i mezzi di grazia, come dicono i Canoni di
Dordt nel Capo quinto. E’ così, ci dice anche il nostro Catechismo,
"che lo Spirito Santo per mezzo dell’Evangelo opera in me,
e che non solo ad altri ma anche a me sono donati da Dio remissione dei
peccati, eterna giustizia e salvezza, per pura grazia, solo a motivo dei
meriti di Cristo."
Ciò ci porta, infine, all’oggetto
della fede. La Domanda 22 chiede cosa sia necessario ad un Cristiano
credere: qual è, quale deve essere l’oggetto della propria fede? E
questo oggetto è il Vangelo! E il Vangelo è questo: Gesù, il
Figlio di Dio, è morto per i nostri peccati ed è risorto il terzo
giorno. E il Vangelo ci dà delle promesse, e noi dobbiamo credere a
tutte queste promesse. La vera fede ritiene vero "tutte le cose che
Dio ci ha rivelato nella Sua Parola," come abbiamo letto nella
Risposta 21. Quindi l’intera Scrittura è l’oggetto della
nostra fede, ogni cosa scritta in essa. E, infine, l’oggetto della
fede è detto essere il Credo. Questa è la risposta alla domanda:
cosa è necessario che un Cristiano creda? Tutte le promesse del Vangelo,
che sono riassunte nel Credo! Il Credo è un fedele riassunto dell’insegnamento
dell’intera Scrittura, ed in quanto tale, in quanto fedele riassunto
della Scrittura, è utile ed è un oggetto di fede! Il Credo, a sua
volta, si trova nel nostro Catechismo, che lo spiega e sviluppa in ogni
suo articolo. L’oggetto della fede, riassumendo, è quindi il Vangelo,
che è insegnato nell’intera Parola di Dio, la quale è riassunta
molto brevemente nel Credo, che a sua volta è spiegato e sviluppato nel
nostro Catechismo, che a sua volta deve essere letto insieme alla
Confessione e ai Canoni, che spiegano e chiariscono alcuni punti
particolari del Catechismo e della Confessione. Come l’apostolo in II
Timoteo 1:13 e a seguire esortò Timoteo a mantenersi fedele alla forma
di sane parole che aveva udito da lui, ovvero alla verità della Parola
di Dio, noi analogamente facciamo questo quando ci atteniamo a queste
forme di sane parole, che spiegano l’insegnamento, la verità, della
Parola di Dio. Timoteo doveva conservare il fedele deposito che gli era
stato affidato, ovvero la verità della Parola di Dio, e noi
analogamente lo facciamo quando conserviamo l’eredità della fedele
spiegazione di quella Parola di Dio che si trova nelle Confessioni. Per
questo la chiamata della chiesa è chiara: ella deve essere una colonna
e sostegno della verità della Parola di Dio, di tutta la verità, e di
nient’altro che della verità. E la chiesa deve predicare questa
verità, tutta, e nient’altro che la verità. Noi facciamo questo
proprio quando ogni anno predichiamo dal Catechismo, che presenta l’intero
spettro della dottrina Cristiana in forma di sommario.
Ed è così che la conoscenza del credente
è rafforzata, e che la fiducia e la certezza crescono, mediante la
continua esposizione dell’oggetto della fede, cioè mediante la
predicazione dell’intera verità della Parola di Dio. Questo è il
motivo per cui è molto pericoloso insegnare falsità dal pulpito. Solo
suggerire che nella Bibbia vi siano errori, o che l’arminianesimo sia
una forma accettabile di dottrina sulla salvezza, sono esempi di errori
che risultano deleteri e distruttivi per la fede del Cristiano! Un altro
pericolo è evitare alcune cose che la Bibbia dice, e non predicarle. Ad
esempio, non predicare l’elezione e la riprovazione, che portano
gloria a Dio e conforto al cuore del credente, perché forse si pensa
che siano dottrine troppo dure o troppo controversiali, è credersi più
saggi di Dio, il Quale le ha poste nella Bibbia in modo che la chiesa le
predichi, e il credente le conosca e ne tragga edificazione! Un’ulteriore
pericolo è permettere ad un ministro che dubita della Parola di Dio di
predicare. L’esempio deve essere quello dell’apostolo, che fu
commissionato a predicare ed insegnare, e che conosceva ed aveva fiducia
nel suo Salvatore! Chi non può dire quello che lui disse, è un grande
peso ed un pericolo per se stesso e per gli altri che lo ascoltano.
Quando il dubbio si trova nel pulpito, si trova anche tra le file della
chiesa, che è precisamente quello che si verifica in molta di quella
che oggi si fa chiamare chiesa. Tutto questo attacca l’oggetto della
fede, e quindi la conoscenza e la fiducia nel cuore dei credenti, e
quindi la salvezza dei credenti! La fede mediante la quale si riceve la
salvezza non viene nutrita e sviluppata mediante la predicazione della
Parola di Dio, ma al contrario viene nutrito e sviluppato il dubbio. La
chiesa così, invece di essere colonna e sostegno della verità della
Parola di Dio, diviene una "sinagoga di Satana," come dice
Apocalisse capitolo 2-3, e invece dell’opera dello Spirito nei cuori
di coloro che odono, si verifica un indurimento contro quella verità di
Dio, mediante l’operazione di Satana. La chiamata è quindi semplice:
credete, credete, perché è la Parola di Dio! E, credendo, avrete
conforto! Amen. Preghiamo.
Per altre risorse in
italiano, clicca qui.