Aprile
2008 • Volume XI, n. 24
Elezione,
la Sorgente della Chiesa (2)
Rev.
Angus Stewart
Efesini
1:3-5 non è affatto il solo passaggio nella Parola di Dio in cui lo
Spirito Santo istruisce le chiese a riguardo dell’elezione della
chiesa in Gesù Cristo.
La
congregazione a Tessalonica aveva probabilmente soltanto pochi mesi, e
tuttavia Paolo voleva che fossero sicuri della loro eterna elezione,
quando ne parla al principio della sua lettera: “Conoscendo, fratelli
amati, la vostra elezione da
Dio” (I Tessalonicesi 1:4). Vi sono congregazioni al giorno d’oggi,
ormai avanti negli anni, che non hanno questa conoscenza, e l’ultima
cosa che i loro ministri vorrebbero insegnar loro è l’elezione
incondizionata. Ciò è vergognoso e del tutto opposto al Cristianesimo
apostolico!
In
caso i Tessalonicesi se lo fossero fatti sfuggire nella sua prima
epistola, Paolo fa riferimento all’elezione nella sua seconda lettera
ispirata indirizzata a loro: “noi siamo obbligati a rendere grazie
sempre a Dio per voi, fratelli amati dal Signore, perché Dio
vi ha dal principio eletti a salvezza attraverso la santificazione
dello Spirito e la fede della verità” (II Tessalonicesi 2:13).
L’apostolo ringraziava il Dio Triuno per la loro elezione,
specialmente in questo contesto (vv. 3-12), perché è la grazia che ci
perviene dall’elezione soltanto (v. 13) che ci preserva, a differenza
dei reprobi (v. 11), dall’apostasia, da una corrotta forma di
adorazione, da miracoli menzogneri e falsi insegnamenti dell’uomo del
peccato (vv. 3-4, 8-10) e dal “mistero d’iniquità [che] è già
all’opera” (v. 7).
Pietro
anche insegnò alle chiese l’elezione della chiesa. All’inizio della
sua prima epistola ispirata egli si rivolge ai santi in “Ponto,
Galazia, Cappadocia, Asia, e Bitinia” (I Pietro 1:1) come “eletti
secondo la preconoscenza di Dio Padre” (v. 2). La loro elezione,
sfociando nella loro “santificazione dello Spirito” (v. 2), li rese
“stranieri” in questo mondo (v. 1) e dei recipienti di “grazia”
e “pace” (v. 2). Pietro termina questa stessa lettera col ricordare
loro non soltanto la loro elezione ma anche quella della chiesa a
Babilonia: “La chiesa che è a Babilonia, eletta
insieme con voi, vi saluta” (I Pietro 5:13). Nella sua seconda
epistola, Pietro vuole che siano convinti della loro elezione vedendo il
frutto della chiamata efficace nelle loro vite: “usate diligenza nel
rendere la vostra chiamata ed elezione
sicura” (II Pietro 1:10). Questa conoscenza vivente, umile, della
vostra elezione, egli afferma, vi tratterrà dal divenire “sterili,”
“infruttuosi” o “ciechi” (vv. 8-9) e vi metterà in grado di
perseverare: “perché se fate queste cose, non cadrete mai” (v. 10).
Al contrario, vedremo “l’entrata … nel regno eterno del nostro
Signore e Salvatore Gesù Cristo” spalancata verso di noi, mediante
una fede che onora Dio e che è salutare (v. 11).
In
Colossesi 3:12 lo Spirito Santo ci istruisce sul fatto che la coscienza
della nostra elezione di grazia opera in noi graziosamente:
“Rivestitevi quindi, come
eletti di Dio, santi e amati, di viscere di misericordia, gentilezza,
umiltà di mente, mitezza, pazienza.” L’elezione non è affatto una
dottrina fredda, arida, priva di gioia e di amore. E’ l’eterno ed
incondizionato amore ed elezione di Dio nei nostri confronti! Basta col
blasfemo parlare di alcuni che fanno riferimento al popolo di Dio,
caramente amato e acquistato col sangue (Deuteronomio 7:6-8; Giovanni
3:16) come “gli eletti ghiaccetti”
(ingl. “the frozen chosen”)—linguaggio profano ispirato da
Satana!
Paolo,
il “savio architetto” (I Corinzi 3:10) che il Dio Onnipotente stabilì
“predicatore, ed un apostolo, ed un insegnante dei Gentili” (II
Timoteo 1:11), considerava la conoscenza dell’elezione della chiesa
vitale per i ministri Cristiani. Il vero “vangelo secondo la potenza
di Dio” è questo: “[Egli] ci ha salvati, e ci ha chiamati con una
santa chiamata, non secondo le nostre opere, ma
secondo il suo proprio proposito e grazia, che ci fu data in Cristo Gesù
prima che il mondo ebbe inizio” (vv. 8-9). Questo è il vangelo
manifestato nell’incarnazione, croce e risurrezione del nostro
Salvatore (v. 10) e che Paolo e tutti coloro nella vera linea della
successione apostolica predicano (v. 11). Questo vangelo della Parola di
Dio, inclusa l’elezione della chiesa (v. 9), sono “le sane parole”
(v. 13) e “il buon deposito ...
affidato” (v. 14) ai ministri Cristiani, che essi devono
“ritenere … nella fede fede ed amore che è in Cristo Gesù” (v.
13) e “custodire mediante lo Spirito Santo che dimora in noi” (v.
14).
Più
avanti in questa stessa epistola pastorale, l’apostolo spiega che
l’elezione è cruciale per comprendere l’apostasia di alcuni
ufficiali e membri di chiesa. Imeneo e Fileto avevano accolto ed
insegnato il preterismo, affermando che “la risurrezione [generale] è
già passata” (2:17-18). La loro eresia si diffuse “come la gangrena”
(v. 17) e sovvertì “la fede di alcuni” (v. 18). Che dovevano farne
i santi dell’apostasia di questi due insegnanti e di alcuni membri
della loro stessa chiesa? Ciò significa che i veri credenti possono
realmente apostatare e perire? La nostra rigenerazione, chiamata,
giustificazione ed adozione può essere revocata? La fedeltà e la
promessa di Dio falliscono? Il sacrificio e l’intercessione di Cristo
per noi sono deboli e inefficaci? NO! “Tuttavia la fondazione di Dio
rimane sicura, avendo questo sigillo: Il
Signore conosce coloro che sono suoi” (v. 19)!
Altri
passaggi nelle epistole del NT potrebbero altresì essere presi in
considerazione, specialmente Romani 8, 9 ed 11. Per ragioni di brevità,
ometterò anche dei riferimenti agli altri libri del NT e delle
Scritture dell’AT. Ci basterà dire che l’elezione della chiesa è
insegnata attraverso tutta la Bibbia dall’inizio alla fine. Essa deve
essere creduta, gioita, e predicata come parte dell’intero consiglio
di Dio.
La
prossima volta (DV) considereremo la significatività pratica ed il
conforto dell’elezione della chiesa.
Per leggere una serie di sermoni
del teologo e pastore Herman Hoeksema (1886-1965) su Romani capitoli
9-11, a cui si fa riferimento nell’articolo precedente, clicca qui
e scorri la pagina fino a “Sermoni su Romani 9-11.” Clicca qui,
invece, per leggere un articolo sull’elezione sovrana del rev. G. Van
Baren.
Nel
prossimo numero di Maggio 2008 (DV) sarà inoltre disponibile la
versione rivista dei Canoni di Dordt (i “Cinque Punti del Calvinismo”
originali), molto letterale e fedele all’originale latino. Sarà
quindi possibile consultare il Capo I di questo importante credo
Riformato, che parla appunto dell’elezione (e riprovazione)
incondizionata.

Chi
è Salvato? (2)
Prof.
Herman Hanko
Nel’ultimo
numero delle News ho scritto
un articolo dal titolo “Chi è Salvato?” Desidero ora rispondere ad
uno scambio avuto per corrispondenza su quell’articolo: “Non ho
problemi con la risposta data a questa domanda (eccetto, forse, a come
è stato formulato l’ultimo paragrafo) ma suggerirei che gli infanti
eletti, per esempio, che sono del tutto incapaci di udire o credere il
vangelo e di esercitare fede, sono tuttavia salvati quando rigenerati e
portati in unione con Cristo e coll’avere i meriti della Sua vita
senza peccato, morte sacrificale e risurrezione, e, in verità, la Sua
giustizia, applicate ed imputate a loro. Il vangelo, la Persona ed opera
di Cristo soltanto, salva, e salva sempre al 100%. Tuttavia, direi che
la fede non è senza eccezione lo strumento della salvezza.”
E’
interessante che la Confessione
di Westminster faccia riferimento a questa questione: “Gli infanti
eletti, che muoiono nell’infanzia, sono rigenerati e salvati da Cristo
attraverso lo Spirito, che opera quando, e dove, e come gli piace. Così
lo sono anche tutte le altre persone elette che sono incapaci di essere
chiamate esternamente per mezzo del ministero della parola” (10:3).
Anche
i Canoni di Dordt si
esprimono a riguardo di tale questione: “Dal
momento che dobbiamo giudicare della volontà di Dio dalla Sua Parola,
la quale testimonia che i figli dei fedeli sono santi, non certo per
natura, ma per il beneficio del patto di grazia, nel quale essi sono
compresi con i genitori, i genitori pii non devono dubitare
dell'elezione e della salvezza dei loro figli che Dio chiama fuori da
questa vita nell’infanzia” (I:17).
E’
vero che alcuni infanti sono salvati per la potenza della grazia di Dio,
anche se non odono mai il vangelo. Ciò è, molto ovviamente,
l’implicazione degli articoli sopra citati. Entrambi parlano di
infanti che muoiono nell’infanzia. I andrei anche un poco oltre ed
includerei tra gli infanti che muoiono nell’infanzia i figli eletti
dei credenti che muoiono prima della nascita.
Sono
in un certo qual modo riluttante, tuttavia, nel concordare totalmente
con questa affermazione: “infanti eletti … sono del
tutto incapaci di udire o credere il vangelo …” Dio opera
potentemente in modi misteriosi. Non escluderei la possibilità che i
figli eletti che muoiono prima o poco dopo la nascita siano capaci di
udire il vangelo. Noi non conosciamo quale effetto abbiano i Salmi che
canta una mamma mentre è incinta, il portamento pio di una famiglia di
patto nella casa, e il canto e la predicazione nella chiesa che giunge
ad un bambino piccolo eletto, benchè ancora non nato. I dottori ci
dicono che nel giro di minuti dalla sua nascita un bambino è in grado
di riconoscere la voce di sua madre e di distinguerla da altre voci. Non
può un bambino, nato di nuovo per il miracolo della rigenerazione ed
unito a Cristo per fede, udire la voce del suo Padre celeste? Dio opera
“quando, e dove, e come gli piace.”
Ho
anche da obiettare all’ultima affermazione della lettera: “Io direi
che la fede non è senza eccezione lo strumento della salvezza.”
Insisto (e immagino che il corrispondente non dissentirebbe) che se
ricordiamo che la fede è prima di tutto il vincolo che ci unisce a
Cristo, allora essa viene con la rigenerazione. La rigenerazione unisce
gli eletti a Cristo perché essa è una parte della rigenerazione. E’
vero che non vi può essere da parte loro l’esercizio della fede, ma
anche qui dobbiamo stare attenti. Noi non sappiamo molto a riguardo di
un bambino ancora non nato. Io ho visto bambini appena nati rispondere
ad un Salmo, una preghiera, perfino al sacramento del battesimo quando
veniva loro amministrato. Gli psicologi dell’infanzia ci dicono che
molte cose hanno influenza su un bambino appena nato: il colore delle
mura nel nido, l’amorevole modo di parlare infantile di una madre, la
musica suonata (che sia un Salmo o un cupo rock), l’atmosfera generale
della casa (che sia pacifica e felice o riottosa e caratterizzata da
litigi). La voce del Signore è potente abbastanza da far nascere di
nuovo un bambino ancora non nato; è così difficile immaginare che la
voce del Signore sia potente abbastanza da sollecitare in lui una
risposta, anche se sia in un modo molto infantile?
Vi
sono anche bambini che sono nati con seri handicap mentali. A volte
questi handicap sono così gravi che il bambino non riesce quasi a
mostrare alcuna risposta agli stimoli. Ma dobbiamo stare attenti a non
negare che Dio possa operare in modi strani e meravigliosi nei Suoi
eletti nonostante gli handicap più gravi. Io sono stato accanto al
letto di morte di santi che giacevano in coma da giorni prima di morire.
Ho tenuto la loro mano, ho detto loro di stringere la mia mano se mi
sentivano, e ho letto loro dalla Scrittura e pregato con loro. Essi
potevano stringere la mia mano, e la strinsero. Lo Spirito di Cristo è
molto potente e la Sua opera è più grande di quanto possiamo
immaginare. Non dobbiamo tenere in scarsa considerazione la Sua potenza.
Tuttavia,
il punto principale della lettera del corrispondente era soltanto che,
almeno fin quanto noi siamo in grado di dire, nel caso degli infanti (e
di coloro gravemente affetti da handicap mentali) Dio salva i Suoi
eletti senza la predicazione del vangelo. Con questo io concordo;
ringrazio il corrispondente per aver richiamato ciò alla nostra
attenzione.
Per leggere una miniserie di 4
articoli sulla natura della vera fede, compresa quella di essere in
principio un vincolo che unisce il credente a Cristo, clicca qui
e scorri fino alla sottosezione “Fede.”
Per un approfondimento sul fatto che Dio salvi anche gli infanti
eletti dei credenti, e che quindi anche a loro deve essere amministrato
il segno di questa salvezza (il battesimo con acqua), puoi leggere la
sottosezione “Patto e Battesimo” cliccando qui
e scorrendo la pagina fino al titolo. Vi sono vari articoli di
approfondimento a riguardo.
Dio
ti benedica , edifichi e riformi (Giovanni 17:17; Romani 12:2; Efesini
5:26) nelle tue letture. A tra un mese (DV)!

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confessionalmente Riformato delle Tre Formule di Unità ( Confessione
di Fede Belga, Catechismo
di Heidelberg,
Canoni di Dordrecht, [quest’ultimo al momento è in revisione,
ma sarà disponibile (DV) per il numero delle CR News di Maggio 2008])
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